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I POF DI SENAGO A CONFRONTO

by Coordinamento Organi Collegiali di Senago — last modified 2009-09-06 19:09

CONSIDERAZIONI COMUNI AI TRE DOCUMENTI

1) Solo nel POF del 1° Circolo compare la data di approvazione del documento. E' un elemento utile e andrebbe inserito in tutti i POF: consente di capire "a quando rimonta la fotografia", cioè lo stato delle cose, che in una scuola cambia continuamente.

2) Sarebbe bello che i tre Istituti dichiarassero, nel POF, che cosa fanno per prevenire la dispersione e la difficoltà scolastica. Tra le righe si legge l'impegno di tutti ed in realtà, probabilmente, lo si fa (si parla spesso di promozione del successo formativo), ma forse non è sufficientemente esplicitato.

3) Un elemento che compare solo nel POF del 1° Circolo è l'Autovalutazione d'Istituto. Bisognerebbe esplicitare chi, come e perchè valuta. Gli altri Istituti accennano solo en passant o implicitamente a possibili attività di autovalutazione. Il 2° Circolo, nella Carta dei Servizi della Sc. Elementare parla di "indagini conoscitive": a che scopo? Non viene detto: forse per valutare il servizio; a p. 35 si cita una "autoanalisi d'istituto" tra i compiti di una Funzione Strumentale; ma non si capisce chi analizzi che cosa e perchè. Nella Sc. Media si dice che la valutazione dell'allievo è contemporaneamente valutazione dell'efficacia dell'azione didattica. In tutti i casi è un po' poco, per poter dire che si tratta di autovalutazione di Istituto.

Sarebbe sbagliato trattare una scuola come fosse un'azienda e dotarla del "bollino di qualità", ancorchè ISO 9000. Qualche Istituto in Italia l'ha fatto, ma è una pratica pericolosa e fuorviante.

Invece, il Consiglio ha il diritto (e forse il dovere) di determinare periodicamente come stanno andando le cose, e autonomamente deve e può avviare azioni per valutare se i suoi indirizzi sono seguiti, quanto e come. Questo è valutare (=attribuire un valore a dei dati, a dei fatti), anzi autovalutarsi. Non si tratta di dare pagelle a docenti, a genitori, a Dirigenti: si tratta di trovare che cos'è che non va ancora per fare qualcosa allo scopo di risolvere le criticità. Tutti gli Istituti dovrebbero farlo, e mettere quest'impegno nel POF.

4) Un altro elemento che compare poco nei POF è proprio il ruolo che il Consiglio ha nella sua approvazione. Nel documento del 1° C. si dice che il POF è "adottato dal CdC"; negli altri documenti il CdC non viene mai nominato, come se non entrasse per nulla nella costruzione del POF. Forse è stato così? In tutti i documenti dovrebbe comparire una frase introduttiva del tipo "le linee guida di questo POF sono determinate dal Consiglio di Circolo /Istituto". I Consigli dovrebbero iniziare a rivendicare questo diritto e questo ruolo.

5) Peso degli zainetti: sarebbe necessario che la scuola garantisca che non venga superato un limite di guardia (e soprattutto trovi il modo di non superarlo) oltre il quale è in pericolo la salute dei ragazzi. Questo è valido per tutti gli Istituti; solo il POF del 2° Circolo riporta la questione. Dovrebbero farlo anche gli altri Istituti.

6) Modalità relazionali docenti/alunni: è importante che nel POF venga definito, come in un codice deontologico, il quadro delle relazioni corrette che la scuola si impegna a mantenere. La cosa fa, tra l'altro, parte delle scelte metodologiche dei docenti. Nel POF del 2° Circolo la cosa è presente; nei POF di Scuola Media e 1° Circolo no.

7) Educazione all'affettività: se ne sente la mancanza soprattutto nella scuola media; nel POF di questo Istituto, solo a p. 25, e solo per le terze, si dice che, per Ed. alla salute, la scuola lavora anche al fine di promuovere la "conoscenza dei cambiamenti che avvengono nel corpo e negli interessi di un adolescente". Non è un po' tardi, visto che questi cambiamenti intervengono già a dieci anni per molti ragazzi? La relazione con l'altro genere, l'amore, rappresentano per i ragazzi di quell'età uno degli interessi dominanti. Forse la scuola si dovrebbe attrezzare per rispondere a questi interessi, con l'aiuto della psicologia scolastica, non per fare "educazione sessuale", ma per educare ad una equilibrata affettività. In un'epoca in cui le aggressioni alle donne non si contano più, è necessario, anzi urgente.

L’educazione all’affettività dovrebbe essere svolta con l'aiuto di esperti (per esempio, della psicologia scolastica). Un'adeguata educazione all'amicizia ed all'affettività dovrebbe essere prevista, rispettivamente, nelle classi Quarte e Quinte delle scuola elementari dei due Circoli.

 

 

CONSIDERAZIONI SUL POF DELLA SCUOLA MEDIA

1) A p. 3 sembrerebbe che la gestione del Fondo d'Istituto competa al Consiglio di Istituto. Invece riguarda la contrattazione tra RSU e Dirigente. Forse si tratta solo di un’ambiguità dovuta al testo?

2) Richieste dei professori della scuola media di usare internet a casa: non tutti i ragazzi ne hanno il modo e non per tutti i ragazzi tale uso sarebbe privo di rischi. Tali richieste dovrebbero essere oculate, mirate alla situazione reale dei singoli, e non indiscriminate.

3) Il tempo-pausa che viene lasciato ai ragazzi di scuola media per rigenerare le energie intellettuali è stato valutato come scarso. Il POF dovrebbe garantirne una maggiore quantità.

4) Disordini alimentari: vista l'importanza del tema, la scuola media dovrebbe esercitare un'azione preventiva a partire dalla classe prima. La stessa cosa dovrebbe essere espicitata, ed una maggiore attenzione esercitata, per l'educazione all'igiene. Il POF della scuola media dovrebbe riportare traccia di quest'impegno.

 

 

CONSIDERAZIONI SUL POF DEL 2° CIRCOLO

I documenti sono cinque: una sintesi del POF. il POF Sc. Elem., il POF Scuola dell'Infanzia e la Carta dei Servizi di ambedue. In molti tratti i diversi documenti si sovrappongono.

POF Sc. Elementare:

1) A pag. 6 si parla di "personalizzazione" dell'insegnamento. Il termine è stato usato dagli estensori della riforma Moratti (il prof. Bertagna) per ridefinire il concetto di individualizzazione. La "personalizzazione" di Bertagna richiamava infatti i "Piani Personalizzati", l'idea assurda per cui ogni bambino doveva avere un suo programma di studi diverso, come all'università. Bisogna sostituire quel termine e tornare alla più logica "individualizzazione".

2) A p.42 viene citata la cassa scolastica di classe/modulo come cespite della scuola. Il Coordinamento Organi Collegiali raccomanda che il 2° Circolo superi quella pratica raccogliendo fondi in altro modo, più solidale, più trasparente, più equo. Nella stessa pagina Il CdC non compare mai tra i titolari della decisione in merito alla spesa su proposta del Collegio Docenti. Forse sarebbe un atto di gentilezza istituzionale ricordarlo.

POF Sc. dell'Infanzia:

3) Molte parti sono identiche al POF Sc. Elementare; in particolare lo sono le parti sulle quali sono stati mossi i rilievi precedenti 1) e 2), che dunque valgono anche per questo POF della Sc. dell'Infanzia.

4) La scuola viene definita, nel titolo, "Scuola Materna"; all'interno del documento invece "Scuola dell'Infanzia". Il termine, reso ufficiale dalla Moratti, non è stato da lei inventato ma solo adoperato dopo che per molti anni è stato rivendicato dalle/dai docenti. E' da preferire il termine nuovo perchè il termine "Scuola Materna" è centrato sul ruolo dell'adulto, anzi dell'adulta, una docente che deve essere una "mamma scolastica" ed allude ad un modello di scuola familistico. Il termine "Scuola dell'Infanzia" dice che la scuola è del bambino, non della maestra.

5) A p.14 si parla della valutazione degli alunni, ma non si dice in che forma di essa viene data informazione ai genitori. Bisognerebbe farlo.

CARTA DEI SERVIZI SC. ELEMENTARE

6) Mentre vengono menzionati ruolo e compiti del Comitato Genitori, non compare mai il Rappresentante. Dovrebbe esserlo.

CARTA DEI SERVIZI SC. DELL'INFANZIA

7) Idem come per la CdS Sc. Elementare.

 

 

CONSIDERAZIONI SUL POF DEL 1° CIRCOLO

Bisogna premettere che è al lavoro una Commissione di docenti per la revisione del POF. Sono previste modifiche a diverse sue parti: i lavori sono in corso.

Scuola dell'Infanzia:

1) A pag. 6 si dice che la contemporaneità viene utilizzata per l'attuazione di "semplici progetti". Perchè semplici? Non è un po' svilente per quello che fanno le docenti?

2) A pag. 7 ci sono insistiti riferimenti alla riforma Moratti: citazioni dal DL 59, le sue Indicazioni Nazionali, i famigerati Piani Personalizzati, le inattuabili Unità di Apprendimento. Davvero le docenti lavorano in quel modo? Forse no, per fortuna. Perciò tutta la parte andrebbe rivista e andrebbe riportata la linea didattica ed educativa che realmente viene condotta. E' una vera priorità.

3) Mancano riferimenti alla valutazione degli alunni: con quali criteri si fa? Con quale cadenza? Come vengono comunicati gli esiti ai genitori?

Scuola Elementare:

4) Mancano del tutto diversi elementi che compaiono negli altri POF: regolamentazione dei compiti a casa, prospetto delle soglie minime orarie per disciplina, rapporti con i genitori, informazione ai genitori dei nuovi iscritti, quadro delle Funzioni Strumentali. Bisognerebbe proprio inserirli.