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Il Mondo è nella mia Scuola

by maria grazia last modified 2010-01-12 21:48

Un calendario all'insegna della convivenza e dell'integrazione (Di Donato, Esquilino, Roma)

"Jonathan, Patrick, e i volti di tutti i 12 bambini extra-comunitari che abbiamo scelto per realizzare il calendario di quest’anno sono la dimostrazione più efficace che l’integrazione a scuola si può realizzare.Anche nelle classi dove c’è un alto tasso di alunni stranieri come all’Esquilino". A parlare è Susanna Marani, una delle mamme della scuola “Federico Di Donato” di via Bixio, che conta circa 550 iscritti, dalle materne alla scuola secondaria, di cui il 64 per cento di cittadinanza non italiana. Questo calendario, intitolato “Il mondo è nella mia scuola” e autoprodotto da tre genitori, «lo abbiamo fortemente voluto proprio per dimostrare che, in una delle scuole più multietniche della capitale, dove ci sono bimbi di 29 Paesi, le “classi ghetto” non esistono: mia figlia di dieci anni studia il cinese con la sua amichetta Angela e ci sono corsi intensivi di italiano, anche se la riforma ha tagliato le compresenze e ridotto i sostegni per chi rimane indietro». Alla scuola Di Donato ormai molti bimbi sono figli di immigrati di seconda generazione – il 28 per cento di cinesi, il 24 per cento filippini, l’11 per cento bengalesi, il 5 per cento rumeni, ma ci sono anche ecuadoriani, magrebini, turchi, iraniani – e soltanto il 19 per cento degli alunni è nato all’estero.

«Non è stato semplice scegliere a che scuola iscrivere mia figlia» è il racconto di una mamma, che ha voluto pubblicare i suoi iniziali timori sulla prima pagina del calendario: «Dopo tante riflessioni, assemblee e discussioni, un pensiero ha vinto su tutto: per mia figlia voglio una scuola che rifletta il mondo in cui vive». Delle circa 70 copie avanzate del calendario multietnico, «una la invieremo sicuramente al ministro Gelmini, invitandola a venirci a trovare per toccare con mano questa bella realtà: invece dei tetti, bisognerebbe creare una rete tra le scuole cittadine con prevalenza di bimbi migranti per farne, come è successo a Londra, degli istituti di eccellenza» osserva Susanna. E anche Alba Zuccarello, la preside dell’istituto comprensivo Daniele Manin, di cui la scuolaDi Donato fa parte, conferma: «Quello dell’integrazione è un problema che nelle nostre aule non si pone: i nostri alunni, eccetto un 15 per cento, sono tutti nati in Italia e se fossimo in Francia avrebbero la cittadinanza. Il problema sono i ricongiungimenti e il lavoro in più che fanno gli insegnanti, viste le numerose attività e i progetti di integrazione che riusciamo a garantire e per cui servirebbero più fondi ». Riguardo alla nuova circolare Gelmini, che dal prossimo anno stabilisce un tetto del 30 per cento alla presenza di bambini stranieri in classe, «spero che nell’applicazione possa prevalere il buon senso, anche se già sappiamo che ci saranno delle deroghe per gli istituti comprensivi e ci aspettiamo che i Comuni ne prendano atto, anche perché a Roma sono solo sei le scuole con oltre il 30 per cento di alunni stranieri». Per credere che un altro modello di scuola sia possibile basta guardare i sorrisi di Tasnìm (Bangladesh), Loulin (Turchia), Sofia (Cina), Dyana (Haiti) e degli altri piccoli testimonial scelti a rappresentare, sullo sfondo colorato del mondo, i 12 mesi del calendario.

 

 (Per informazioni sull'iniziativa del calendario: m_grazia99@yahoo.com)

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