Debiti, ora c’è la toppa «Il recupero entro agosto»
submitted by Marina Boscaino — 0 comment(s) —L'Unità - giovedì 6 giugno 2008 - pag. 6
di
Marina Boscaino
IL CONSIGLIO DI STATO ha rigettato ieri il
ricorso d’urgenza dei Cobas relativo all’OM 92/2007 sul recupero dei
debiti scolastici. Ma un conto è parlare di legittimità di un
provvedimento; un altro di praticabilità; un altro ancora di efficacia.
Non è casuale
che, contemporaneamente alla delibera, il ministro
Gelmini abbia indirizzato alle scuole italiane una circolare che tenta
di rispondere alle più pressanti domande di famiglie, studenti e
insegnanti delle superiori. Si ribadisce che i debiti dovranno essere
recuperati entro il 31 agosto; che la valutazione deve avvenire entro
l’inizio delle lezioni; e che - a fronte della insufficienza dei fondi
destinati al finanziamento dei corsi - sono stati stanziati ulteriori
57 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 197 già previsti. Se
certa è la data di conclusione dei corsi, la circolare lascia però
all’autonomia di ogni singola scuola le scelte sulle modalità di
recupero; sulla consistenza oraria dei corsi; sull’utilizzo dei docenti
e delle scelte didattiche di intervento. Ma vengono previste persino
proroghe rispetto alle date stabilite, motivate da esigenze
organizzative del singolo istituto, che dovranno essere valutate dai
collegi in funzione del corretto avvio del prossimo anno scolastico.
Tutto
e il contrario di tutto, dunque. Le incertezze più evidenti riguardano
proprio le questioni che più preoccupano famiglie ed insegnanti: da una
parte l’Esame di Stato è alle porte - e impedirà a molti docenti di
partecipare al recupero; dall’altra, la deroga all’autonomia scolastica
e l’attivazione di principi differenti per ogni scuola posticipano
ulteriormente comunicazioni formali (quali materie, quando, come,
quante ore, chi terrà i corsi) che renderebbero possibile programmare
le vacanze estive alle famiglie coinvolte. E optare o meno per il
ricorso a docenti esterni, come peraltro previsto dalla norma. E
organizzare tempi e modalità per lo studio individuale dei figli, in
quelle discipline in cui non sia prevista l’attivazione del corso o per
il cui recupero le ore di corso non risultassero sufficienti.
Caos
in molte scuole, per famiglie e insegnanti. «Credo che nessuno possa
mettere in dubbio il principio che a scuola si va per apprendere; e che
chi fa sconti oggi ai ragazzi sulla preparazione non li aiuta ma li
condanna all’emarginazione domani»: sono parole dell’ex ministro
Giuseppe Fioroni, che esprimono la sua soddisfazione per la decisione
del Consiglio di Stato; parole che hanno però, alla luce di tutte
queste difficoltà, il senso di una vittoria di Pirro. Soprattutto
perché un principio in astratto del tutto condivisibile come quello
esposto dal Fioroni non trova certo concreto riscontro in un
provvedimento mortificante come quello che le scuole italiane si stanno
accingendo ad attuare.