ReteScuoleBlog
Up one levelNotizie dalla rete
- IL LICEO VIRGILIO DI MILANO INVITA I LICEI LOMBARDI AD UNA GRANDE MOBILITAZIONE MILANO, 2009-11-27 - submitted by viviana codemo — 1 comment(s)
- invito a tutte le scuole di MIlano e provincia per una mobilitazione coordinata in occasione dello sciopero della scuola dell'11 dicembre
- No alla stangata sulle mese scolastiche di Milano Milano, 2009-05-11 - submitted by Giuseppe Criseo — 0 comment(s)
-
Coloro che hanno un solo figlio e non rientrano nella fascia più bassa devono sopportare un aumento del 44% in più sulla retta della mensa.
Domenica 10 Maggio 2009 07:36
|
Author: Administrator
|
SEGRETERIA REGIONALE REGIONE LOMBARDIA
Prot. ____1012_____
Data ___domenica 10 maggio 2009
Comunicato stampa
No alla stangata sulle mese scolastiche di Milano
Sentiamo crescere il malumore dei lavoratori di Milano che hanno figli e che quindi usufruiscono della mensa di Milano Ristorazione.
Coloro che hanno un solo figlio e non rientrano nella fascia più bassa devono sopportare un aumento del 44% in più sulla retta della mensa.
In un momento di crisi e di difficoltà economica, troviamo vergognoso attaccarsi pure ai pasti dei bambini per fare cassa!
Dopo la protesta sui forum di “Retescuole”,”Chiedoasilo”e “PartecipaMi” non possiamo che prendere una dura posizione assieme a 70.000 genitori che protestano.
Ci riferiamo agli aumenti di 13 euro per chi ha un reddito certificato da Isee tra 12.500 e 27.000 euro all’anno, e di 208 euro per chi ha un reddito più alto.
Ci sono agevolazioni per chi ha più di 2 figli, ma sicuramente sono pochissimi.
Si parla sempre di aiutare le famiglie e poi ci sono aumenti inspiegabili e illogici, mentre i genitori sono magari disoccupati o in cassa integrazione.
Giuseppe Criseo
Responsabile Cosnil regione Lombardia
tel.










347 3142298
; e-mail:
aeroportomalpensa@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
sede: via Vignola,3-Somma L. (VA)
sito: www.lombardia-cosnil.it - Venerdi' 8 Maggio ore 20.30 proiezione del film OLTRE milano, 2009-05-04 - submitted by coordinamento comitati scuole della zona 5 - Milano — 0 comment(s)
-
Un documentario girato nel 2005 nella classe 1B della scuola primaria Ruffini (Milano).
Venerdi' 8 Maggio ore 20.30
c/o la sala del C.A.M. di via Tibaldi 41 (tram 15, 3 - bus 90, 91)
proiezione del film OLTRE un documentario girato nel 2005 nella classe 1B della scuola primaria Ruffini (Milano).
Il film "OLTRE" racconta un anno di vita
scolastica nella prima elementare di una scuola
milanese, dove è inserita Laura, una bambina
affetta da sindrome di Angelman. La malattia di Laura non le consente di comunicare con le parole, ma nonostante, o forse grazie a questa situazione, nella classe si è creato tra alunni e insegnanti, un clima speciale... che ha condotto tutti, con il trascorrere dei mesi, OLTRE....Nel corso delle riprese effettuate durante i momenti di lavoro in classe, di lavoro individualizzato, delle uscite didattiche e delle riunioni di equipe, il regista ha messo in luce le difficoltà legate all'inserimento dei disabili nella scuola, ma, attraverso i racconti, i ragionamenti e le domande dei bambini, si coglie anche la ricchezza di una simile esperienza. L'idea di girare questo film è nata quando, durante un intervallo nei primi mesi di scuola, Laura, una bimba affetta da sindrome di Angelman che porta grave ritardo mentale, atassia monotona, ipereccitabilità e assenza del linguaggio, con la golosità che la caratterizza, aveva rubato la merenda ad un compagno, ma, a causa della difficoltà motoria e della scialorrea della sindrome, si era sporcata tutta.Una compagna, Caterina, senza che le fosse fatta alcuna richiesta, con spontaneità e naturalezza, ha provveduto a pulirla. L'idea di un documentario nasce quindi dalla riflessione degli insegnanti della classe 1B della Scuola Primaria Ruffini (Milano) e dell'educatrice che in essa opera sul percorso di inserimento effettuato da una bambina segnalata. Tale percorso ha mostrato più volte quanto una bambina con gravi difficoltà possa comunque relazionarsi con adulti e compagni e come la sua presenza e le sue difficoltà abbiano rappresentato spesso una risorsa inaspettata per favorire la creazione in classe di un clima collaborativo e di reciproca attenzione.il film documentario è stato prodotto con gli insegnanti dell'Ist. Comprensivo Pascoli: Enrico Aliprandi Maria Menicatti, e l' educatrice Cristina Pasetto e con la regia di Giorgio Magarò (http://www.giorgiomagaro.it) introduce l'insegnante Enrico Aliprandil'ingresso e' gratuitoa cura del coordinamento comitati scuole della zona 5 - Milano - Disagio Sociale: alle soglie della povertà da Trieste a Trapani Crema, 2009-04-20 - submitted by vincenzo lo verso — 0 comment(s)
-
Il personale Ata -Itp ex enti locale é allo stremo delle forze chiede al Governo ed al Parlamento Italiano di intraprendere azioni
che risolvino definitivamente la diseguaglianza sociale creatasi all'interno del comparto Scuola.
Disagio sociale: sulla soglia della povertà
Un grido di dolore si alza dall’Italia e pare che nessuno s’accorga di noi: un muro di gomma rimbalza sul nostro problema e su un diritto sancito per legge, dalla legge 124/99.
Siamo i lavoratori ex Enti Locali della Scuola, transitati allo Stato nel 2000, cui il governo Berlusconi ha negato una equa ricostruzione di carriera, cancellando con un colpo di mano i processi che avevano riconosciuto i diritti dei lavoratori.
In questi tempi di tagli e controriforma della scuola, sopravvive un gruppo, un guscio di noce che naviga nella tempesta, sballottato tra alterne vicende sindacali e giudiziarie, che proviamo riassumere in queste poche righe.
Stiamo parlando della storia di decine di migliaia di lavoratori, passata sotto silenzio in tutti questi anni: sono ausiliari, tecnici e amministrativi (ATA) e insegnanti tecnico-pratici (ITP), transitati dagli Enti Locali allo Stato il 1-1-2000 per effetto della legge 124/99.
La legge prevedeva che fosse riconosciuta “ai fini giuridici ed economici l'anzianità maturata presso l'Ente Locale di provenienza”; questo non è avvenuto ed è cominciata l’odissea: lavoratori con identica anzianità e profilo professionale del personale già statale sono stati inquadrati con stipendi anche di centinaia di euro inferiori. Naturalmente, in molti hanno tentato di far valere i loro diritti nei tribunali e vi erano quasi riusciti nel corso dell’anno 2005, quando la Corte di Cassazione, con 8 sentenze tutte favorevoli, sembrava aver decretato il successo dei ricorsi.
Qui è intervenuto il mini-golpe dell’esecutivo, che ha fatto da battistrada ai molti che sono venuti in seguito ed hai quali ci hanno abituato i vari governi Berlusconi che si sono succeduti in questi anni, dopo aver assistito all’inerzia connivente dei governi di centro sinistra.
Con una legge di “interpretazione autentica” (266/05) si sono sovvertite le sentenze emesse in sede giudiziaria, condannando i lavoratori a quel limbo in cui si trovano ancora oggi: molti di loro stanno restituendo le somme percepite in un primo momento come effetto delle sentenze favorevoli, e tutti gli altri vedono allontanarsi la soluzione.
Disagio Sociale: alle soglie della povertà da Trieste a Trapani
Durante il nostro sfortunato percorso purtroppo siamo incappati a diversi Direttori Provinciali dei Servizi Vari del Ministero dell'Economia delle Finanze, che rasentando l'abuso di potere non ci ha concesso di restituire somme che vanno dai 32.000 ai 51.000 Euro dilazionandoli in cinque anni. Nemmeno la rateizzazione! Lo Stato vuole, dopo aver truffato le carte, l’intera posta e subito!
Purtroppo, neanche l'intervento d’alcuni politici, dell'Avvocatura dello Stato, degli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali – che già avevano dato inizio alla pratica con la trattenuta del V dello stipendio (circa 300 Euro al mese) con lo stipendio di dicembre 2008 – è riuscita a smuovere qualcosa: entro il mese d’aprile dovremmo versare in un'unica soluzione cifre che vanno dai 14.000 ai 22.000 Euro. Una catastrofe per le famiglie, proprio mentre si sbandiera che “per la crisi economica nessuno verrà lasciato a terra”.
Noi non possiamo essere “lasciati a terra”: già ci siamo.
Questa è la vicenda in estrema sintesi. Ora, sappiamo che i più penalizzati dall’ attuale politica di tagli saranno i precari, ma noi ATA e ITP ex EE.LL. siamo quasi al loro stesso livello; loro ultimi, noi penultimi. Magari non rischiamo il posto: per noi, come per loro, lo sfruttamento e le ingiustizie sono una realtà con la quale dovremo fare i conti fino alla pensione, e anche oltre.
Sembra paradossale: lavoratori statali di ruolo, i garantiti per antonomasia, hanno subito questa sorte di “precarizzazione”.
Non si tratta di un’analogia puramente retorica: i precari della scuola sono coloro che non hanno diritto, finché non entrano in ruolo, alla ricostruzione di carriera con conseguente diritto all’anzianità di servizio; è esattamente quello che è successo ad ATA e ITP ex EELL!
Anzi, se vogliamo, per certi aspetti abbiamo addirittura diritto ad una minor considerazione, perché è di pochi mesi fa la notizia di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che si spera farà giurisprudenza, che sancisce la parità di diritti dei precari rispetto al personale di ruolo.
Noi questa parità di trattamento ce la sogniamo da 10 anni e siamo costretti a sperare che la giustizia europea sappia fare quello che la magistratura italiana non ha voluto o saputo fare (dopo anni finalmente il tribunale di Milano ha chiesto la pronuncia dell’Alta Corte di Giustizia Europea sulla nostra vicenda).
VI CHIEDIAMO DI AIUTARCI A FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE PERCHE’ NEL MONDO DELLA SCUOLA ITALIANA ESISTONO PURTROPPO ANCHE QUESTE REALTA’
I nostri blog : http://blog.libero.it/entilocali/ __ http://angolo-ata.blogspot.com
X Il Coordinamento Nazionale ATA e ITP ex EELL
Vincenzo Lo Verso
Crema, 20 Aprile 2009
- Cuanta Pasiòn Giulia Alberico Roma, 2009-02-27 - submitted by Elena Chiavini — 1 comment(s)
-
un ritratto della scuola pubblica italiana ai giorni nostri
La scorsa settimana ho trovato in libreria un libro che mi ha incuriosito.
Si chiama Cuanta Pasiòn, come la canzone di Paolo Conte, è di Giulia Alberico, ex professoressa di lettere che racconta le sue avventure disavventure dietro la cattedra di un liceo romano.
A dire la verità, all'inizio ero un po' scettica...un libro sulla scuola, romanzetto summa delle solite lamentele tipiche della sala professori... ma poi..mi ha sorpresa l'umanità e l'ironia con cui si racconta questo "mestiere non mestiere".
Lo consiglio, soprattutto ai nostalgici dei banchi di scuola, e a quelli che rinfacciano ai professori le colpe di una società tutta da rifare e di una generazione senza valori...
- ESSERE SCUOLA, FAMIGLIA, COMUNITA’ E…VALUTARE NEL TERZO MILLENNIO Forlì, 2009-02-02 - submitted by Coordinamento Forlivese dei Docenti della Scuola Statale e Centro Didattico Romagnolo — 0 comment(s)
-
INCONTRO PUBBLICO
13 Febbraio 2009 alle ore 17.00
nella sala adiacente al Centro Didattico Romagnolo
In Via Monteverdi a Forlì
Coordinamento Forlivese dei Docenti della Scuola Statale
e Centro Didattico Romagnolo
Col patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Educative e Formative
del Comune di FORLI’ESSERE SCUOLA, FAMIGLIA, COMUNITA’
E…VALUTARE NEL TERZO MILLENNIO
Parliamone con la Professoressa Gabriella Giornelli
insegnante di Educazione Linguistica, scrittrice, ricercatrice e formatrice presso i Centri di Documentazione dell'Emilia Romagna
Interverranno come testimoni le/gli insegnanti:
Gianni Cerasoli | Claudia Fanti | Carla Lamponi
…e chi vorrà prendere la parola: genitori, dirigenti, docenti, cittadini/e interessati al mondo dell’educazione/ istruzione.
INCONTRO PUBBLICO
13 Febbraio 2009 alle ore 17.00
nella sala adiacente al Centro Didattico Romagnolo
In Via Monteverdi a Forlì - Salvare l'istruzione artistica Palermo, 2008-11-06 - submitted by Franco Reina — 0 comment(s)
-
E' in corso la costituzione di una rete nazionale dell'istruzione artistica (Licei artistici, Istituti d'arte). http://salvaistruzioneartistica.blogspot.com/
E' in corso la costituzione di una rete nazionale dell'istruzione artistica (Licei artistici, Istituti d'arte). Gli Istituti artistici, da Palermo a Venezia, si stanno unendo per raggiungere i seguenti obiettivi: 1 - comunicare al paese, attraverso tutti i mezzi, come il Governo intende "migliorare " la qualità dell'istruzione artistica attraverso la riduzione oraria scellerata di 8/10 ore settimanali (da 42 ore in media a 32 ore) vedi piano programmatico art.64 legge 133. Quindi bloccare quest'atto vandalico. 2 - Organizzare al più presto un convegno nazionale dell'Istruzione artistica, aperto alle Accademie di Belle Arti, che abbia come oggetto: proposta per una VERA riforma.
Vi segnalo quindi, per saperne molto di più: http://salvaistruzioneartistica.blogspot.com/
- IL FANNULLONE Benevento, 2008-07-27 - submitted by g — 0 comment(s) —
-
Renato Brunetta? Peggio di lui Dell'Utri, Mastella, Veltroni, Di Pietro, Pannella
http://www.cgilscuolabenevento.it/news/documenti08/268_brunetta.pdf
2008-06-12 13:26
Parlamento Ue: Brunetta assenteista
Peggio di lui Dell'Utri, Mastella, Veltroni, Di Pietro, Pannella
Parlamento Ue: Brunetta assenteista (ANSA) -TRIESTE, 12 GIU - Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia contro i fannulloni nella P.A, e' stato tra gli europarlamentari italiani piu' assenteisti. Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale Fai notizia, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21%.
Indici di partecipazione minori sono stati raggiunti da Pannella (47,14%), Di Pietro (44,29%), Veltroni (41,79%), Mastella (40%) e Dell'Utri (14,64%).
- Scuola, per i corsi di recupero ora arriva il "prof a chiamata" Torino, 2008-07-06 - submitted by Marco Donati — 0 comment(s) —
-
Sono docenti in pensione e anche neolaureati a caccia di un lavoretto estivo. Stesso ruolo ma non stessa paga, denunciano i sindacati
La Repubblica - Ed. Torino - domenica 6 luglio 2008
Maturità senza quadri, processione nelle segreterie
di FEDERICA CRAVERO
Ci sono i professori in pensione, che tornano in cattedra per arrotondare o per nostalgia. Ci sono i neolaureati a caccia di un lavoretto estivo. Ci sono i precari che ne approfittano per continuare a lavorare nonostante il contratto sia finito a giugno. E poi ci sono le cooperative, che hanno fiutato nuovi appalti. Tante figure per uno stesso ruolo: tenere i corsi di recupero nelle superiori per i ragazzi che nello scrutinio di fine anno sono stati «sospesi dal giudizio» in una o più materie, ovvero rimandati a settembre, come si diceva una volta, che in Piemonte sono stati il 23,33 per cento degli alunni scrutinati, in tutto 121.186 studenti. Non sempre, infatti, le scuole riescono a gestire le attività di recupero, che nella maggior parte degli istituti terminano il 20 luglio, con il personale interno. Ecco allora la necessità di reperire nuovi insegnanti, a discrezione del preside. Stesso ruolo ma non stessa paga, denunciano i sindacati. Se infatti un docente dell´istituto per l´attività extra dei corsi di recupero percepisce 50 euro lordi all´ora, come da contratto nazionale, per gli altri il pagamento è a discrezione del preside e generalmente è al ribasso. Soprattutto la tendenza a pagare meno si registra con i neolaureati, pagati spesso la metà degli altri, mentre in molti casi le scuole danno agli insegnanti in pensione la stessa cifra che ai loro docenti. «Pagare meno gli esterni non è di per sé illegale - afferma Igor Piotto, segretario della Cgil-Flc - ma è immorale perché crea una situazione di disparità e soprattutto pone delle domande importanti quando si introducono forme di intermediazione del lavoro». Un caso è quello dell´istituto agrario Dalmasso di Pianezza: «Lì per fornire insegnanti per i corsi estivi è stato dato l´appalto alla onlus La casa del sorriso, che paga i suoi docenti 15 euro all´ora con un contratto di prestazione d´opera - afferma Sergio Pomesano, della Cgil-Flc - Sarà un scelta dettata da ragioni di fondi, perché non tutti gli istituti hanno già ottenuto i finanziamenti. Ma si potevano ridurre le ore dei corsi da 15 a 10-12, salvaguardando la professionalità e la dignità del lavoro, invece di tagliare sulla retribuzione».
Ma il sospetto è che addirittura vi siano insegnanti precari che hanno terminato il loro incarico a fine giugno che, pur di compiacere il preside per assicurarsi la supplenza dell´anno successivo, stiano lavorando in nero a costo zero. D´altra parte per i precari lavorare a luglio per più di cinque giorni significa perdere il diritto al sussidio di disoccupazione di 800 euro e in pochi sono disposti al sacrificio. In realtà questa situazione tocca il 6,24 per cento dei casi in tutto il Piemonte, visto che i professori interni sono 93,76 per cento, come confermano i dati dell´ufficio regionale del Miur. Ma in realtà poi la situazione varia da scuola a scuola e in alcune metà degli interni non si è reso disponibile per ragioni personali o perché impegnato con la maturità.
E proprio gli esami di stato che si stanno concludendo in questi giorni hanno già dato vita alle prime processioni in segreteria per ritirare il certificato con il proprio voto, visto che da quest´anno sui tabelloni esposti compare, per la privacy, solo la dicitura «diplomato» o «non diplomato». - Progetto "il tempo" milano, 2008-06-09 - submitted by Marco Donati — 0 comment(s)
-
Una dimostrazione di come le sovrastrutture degli adulti, spesso, limitano la libertà di pensiero dei bambini
Guardo il tempo e non lo vedo, lo guardo lungamente e non lo vedo: vedo solo gli a lberi che si piegano. Un progetto svolto in una scuola elementare che dimostra che il dialogo come spazio aperto è fonte inesauribile di ricerca costruttore di conoscenza. Visibile su www.blogscuola.it/tv
- E quando la bella addormentata si svegliò... Genova, 2008-06-09 - submitted by Paolo Malerba — 0 comment(s) —
-
E quando la bella addormentata si svegliò era ormai troppo tardi. Aveva dormito per anni di un sonno tranquillo e senza sogni. La nostra favola, però, è diversa dalle altre, non finisce bene: pochi, molto pochi, vissero felici e contenti
E quando la bella addormentata si svegliò era ormai troppo tardi. Aveva dormito per anni di un sonno tranquillo e senza sogni. La nostra favola, però, è diversa dalle altre, non finisce bene: pochi, molto pochi, vissero felici e contenti.
Ma chi è questa bella addormentata di cui narriamo nella nostra fiaba? - “E’ la categoria dei docenti” - direte tutti in coro! Quelli della scuola pubblica che, come l’orchestra del Titanic suonava, mentre la nave affondava.
- “Affanniamoci” – qualcuno diceva – “Ci sono gli scrutini, le schede e poi gli esami…”.- Qualcun altro, più attento, si lamentava – “ … ma stiamo imbarcando acqua! Così affonderemo !” – “Ma no, non ti agitare” – dicevano i primi – “Il Titanic, lo sai, è inaffondabile. E poi tu sei di ruolo, non sei tu a doverti preoccupare”.
La bella addormentata sembrava narcotizzata, tutto intorno a lei, drammaticamente cambiava, e lei non si accorgeva di nulla, per anni l’avevano tranquillizzata.
- “ Dormi, dormi. Anche tu passerai di ruolo, siamo stati tutti precari, poi passerà…” – dicevano suadenti i sindacati. E mentre dicevano questo, come il gatto e la volpe di un’altra fiaba che ricorderete, firmavano contratti perché tutto restasse così com’era.
- “Ma allora “ - direte voi, cari bambini - ” chi sono coloro che vissero felici e contenti?” – Sono i ricchi e i potenti, perché con l’ignoranza di un popolo divennero sempre più gonfi e spavaldi.
Svegliatevi colleghi e svegliate quelli che ancora dormono, precari e di ruolo, prima che davvero sia troppo tardi.Vostro Paolo Malerba
- Precari scuola e corsi di recupero: un'assurdità nell'assurdità Rivarolo Canavese - TO, 2008-06-09 - submitted by Simona Enrietti — 0 comment(s) —
-
Al precario già in vacanza o impegnato in un altro lavoro, o semplicemente ritornato al paesello natio all’altro capo dello stivale è richiesto di ripresentarsi presso la sua ex-scuola per preparare le prove e valutarle in uno scrutinio extra.
http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=22741&action=view&c
di Cub Scuola
Alcuni insegnanti precari dell'Istituto d’Istruzione Superiore “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese si pongono un problema, l’ennesimo, che riguarda l’organizzazione del lavoro nella scuola.
Un’Ordinanza Ministeriale emessa a novembre impone di sospendere il giudizio sugli allievi non sufficienti a fine anno e di scrutinarli nuovamente entro il 31 agosto.
Peccato che la scuola sia in gran parte composta di precari con contratto in scadenza al 30 giugno.
Al precario già in vacanza o impegnato in un altro lavoro, o semplicemente ritornato al paesello natio all’altro capo dello stivale è richiesto di ripresentarsi presso la sua ex-scuola per preparare le prove e valutarle in uno scrutinio extra.
Contratto giornaliero come per i raccoglitori stagionali di frutta e verdura (del resto raccoglie i “frutti” del lavoro estivo degli allievi).
E’ tenuto a presentarsi?
A leggere l’ordinanza sembrerebbe di sì; ma secondo il contratto dei lavoratori certamente no.
Come (quasi) sempre, la soluzione è affidata al buon senso dei lavoratori della scuola, che spesso riesce a compensare quello che manca ai legiferatori della Stessa.
Per ora i precari del “Moro” hanno sollevato il problema con la Cub Scuola di
Torino.
Che rompiscatole! Non possono inviare semplicemente un certificato medico come i tanti che arriveranno nei giorni dell’Esame di Stato? Dove credono di essere? Non certo in Italia.
Per le colleghe ed i colleghi dell'Istituto d’Istruzione Superiore “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese
Simona Enrietti - I precari pagheranno il taglio dell'ICI!!!!!!!!!!!!!!!!!! Italia, 2008-06-09 - submitted by g. — 0 comment(s) —
-
Colpi di “mannaia” sulla scuola
http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/
09-06-2008
di Lorena Loiacono
Colpi di “mannaia” sulla scuola. E’ arrivata, nonostante la stagione di accese proteste, la circolare ministeriale 9242 relativa ai tagli sull’organico di fatto che, a partire dal prossimo settembre, riguarderanno complessivamente oltre 10 mila cattedre, escluso il sostegno. Un primo anticipo della mattanza, prevista dalla Finanziaria 2008, è giunto all’inizio di febbraio quando più di 6 mila cattedre vennero tagliate dall’organico di diritto rimandando a giugno la seconda tranche dei tagli, quelli sull’organico di fatto, per altre 4 mila cattedre, resa nota dalla circolare firmata il 4 giugno e giunta agli uffici scolastici regionali il giorno seguente.«Da febbraio ad oggi abbiamo contestato aspramente i tagli sull’organico - spiega Enrico Panini, segretario generale Cgil scuola - soprattutto nelle regioni maggiormente colpite come la Sicilia che perde 2521 cattedre, la Sardegna 1281, la Campania 3213 e la Calabria 1655, senza contare che nelle regioni del nord l’organico è stato praticamente bloccato anche se gli studenti sono in crescita».
Ma, nonostante le numerose proteste in previsione di classi con 30 alunni di media e di supplenti senza cattedra, il ministero va avanti presentando il “doppio taglio”, per raggiungere quota 10 mila, e non finisce qui: «Prevediamo che entro la fine del mese arrivino ulteriori tagli sulla scuola - aggiunge Panini - il prossimo Dpef, relativo all’esenzione dall’Ici ed alla detassazione degli straordinari, potrebbe portare infatti spiacevoli conseguenze anche sugli organici. E così si arriverà al terzo taglio».(ass)
- Un’estate e soprattutto un autunno caldissimo Genova, 2008-06-08 - submitted by Costituente Comitato Precari Liguria — 0 comment(s) —
-
IlSussidiario.net riporta un’affermazione tratta dal dossier dell’Agesc (associazione genitori scuole cattoliche) presentato, tempo fa, come promemoria per i lavori di preparazione dell’ultima finanziaria (vedi OrizzonteScuola)
IlSussidiario.net riporta un’affermazione tratta dal dossier dell’Agesc (associazione genitori scuole cattoliche) presentato, tempo fa, come promemoria per i lavori di preparazione dell’ultima finanziaria (vedi OrizzonteScuola) .
Per l’associazione lo Stato italiano dovrebbe spendere più di sei miliardi di euro se tutti gli iscritti alle scuole private dovessero da oggi a domani passare alle scuole statali:
“Al momento lo Stato spende per le scuole private qualcosa come 500 milioni di euro circa, e intanto ne risparmia sei miliardi per il semplice fatto che le scuole private esistono. Il guadagno netto, se così si può dire, è di cinque miliardi e mezzo.”
Ci verrebbe da scomodare Marx parlando di plusvalore, ma poi verremmo tacciati di comunismo, ma comunisti non siamo, e poi considerato i tempi che corrono preferiamo ricorrere alla più condivisa logica e al buon senso comune.
Non sappiamo su due piedi quantificare il risparmio, ma per semplificare la questione ce ne stiamo. Non vogliamo, per ora, entrare nemmeno nel merito se il servizio erogato sia lo stesso, lo faremo prima o poi.
Ribaltiamo la questione: le scuole private costano sei miliardi di meno rispetto alle scuole pubbliche, come mai?
Sicuramente nel risparmio inciderà il costo del personale: un docente di scuola media superiore con il contratto privato percepisce uno stipendio minore di mille euro mentre un parigrado nello Stato ne percepisce meno di mille e trecento.
Sono sicuramente entrambi stipendi da soglia di povertà ma il primo docente se dovesse vivere con il solo stipendio farebbe inequivocabilmente la fame.
Stride constatare l’indifferenza dell’associazionismo cattolico davanti ad un così evidente sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Ci viene da pensare al solito atteggiamento ipocrita del not in my backyard. Ecco che ribaltando semplicemente la situazione i sei miliardi di risparmio diventano un pesantissimo J’accuse nei confronti delle istituzioni scolastiche private.
E’ spontaneo chiedersi dove fossero le O.O.S.S. quando accettavano di firmare contratti di questa fatta.
Forse pensavano che prima o poi i contratti si sarebbero equilibrati verso l’alto, ma quello che ci pare si invochi oggi è esattamente il contrario.
Anche lo Stato non è esente da questo atteggiamento ipocrita e per risparmiare sulla pelle dei più deboli ricorre pesantemente al precariato.
Si avvertono lor signori, stato e chiesa, che la festa è finita e che i precari non stanno più al gioco! Si prepara un’estate e soprattutto un autunno caldissimo - Recensioni: G. Israel, "Chi sono i nemici della scienza?" milano, 2008-06-08 - submitted by Red — 0 comment(s)
-
...archiviare con ignominia la pedagogia prevalsa negli ultimi lustri in Italia – e non solo –, i folli criteri valutativi, i programmi e l'organizzazione dell'istruzione che ha caratterizzato il periodo che va dal ministro Berlinguer a Fioroni, passando
Scritto da Marco Cavallotti da www.legnostorto.com
sabato 17 maggio 2008
Giorgio Israel
Chi sono gli odiatori della Scienza?
Torino 2008, ed. Lindau
A volte, leggendo certi libri, sembra di riscoprire verità e propositi che hanno sempre fatto parte del nostro bagaglio intellettuale e culturale, ma che, sotto l'onda dei luoghi comuni, delle tesi prevalenti d'altro segno, dei teoremi insensati ma ripetuti fino a diventare "abituali" e dunque accettabili, erano stati messi da parte.
Può ottenere questi risultati desolanti la diffusione sistematica e martellante di idee anche sbagliate e pericolose, quando il coro dei media e dei compagni di mutuo elogio ed sostegno intonino i loro "osanna" ed i loro "crucifige"
Leggendo il libro di Giorgio Israel, professore di Storia della Scienza, idee giuste ma sommerse dall'invadenza e dalla petulanza di pedagogisti ed "esperti" consulenti ministeriali ritornano a galla, dispiegano tutta la loro ragion d'essere, aiutano a confutare e ad archiviare con ignominia la pedagogia prevalsa negli ultimi lustri in Italia – e non solo –, i folli criteri valutativi, i programmi e l'organizzazione dell'istruzione che ha caratterizzato il periodo che va dal ministro Berlinguer a Fioroni, passando anche per la Moratti: tutti coinvolti più o meno consapevolmente in un programma politico-ideologico volto alla riforma della scuola e dell'università delle quali vediamo ora i risultati. Nessuno di loro, anche se militante di parte non certo comunista, ha saputo cambiar rotta alla nave pletorica a sbandata della nostra Istruzione. Ci consola constatare che chi ricordasse il Quaderno redatto nel 2004 da Il Legno Storto, raccogliendo i contributi di molti forumisti su scuola e università, avrà, sfogliandolo, la sensazione di essere ritornato finalmente a casa.
In questo contesto, come ben evidenzia l'autore, si colloca anche la crisi più acuta nel disastro generale: la caduta verticale della cultura scientifica nei nostri giovani. Più acuta non tanto perché più gravi che in altre aree disciplinari sia l'impreparazione dei nostri giovani, ma perché in anni di sfida globale si tende ad attribuire alla formazione scientifica e tecnologica un ruolo particolarmente importante per la crescita economica. La scienza, dunque, in primo piano: o meglio, quel che ne resta dopo che sembra sia prevalsa l'idea che le scienze e le matematiche debbano passare da esercizio ed avventura dello spirito, profondamente educativo e formativo, ad apprendimento il meno faticoso possibile di tecniche, "abilità" e "competenze": magari apprese in un processo in cui si suppone che il giovane platonicamente goda di scienza infusa, e debba trovare da solo, dentro di sé, dimostrazioni di teoremi, metodi e procedure, e assegnando al docente, nella migliore delle ipotesi, il ruolo del maieuta, e nelle peggiore – ed assai più corrente –, quella dell'agevolatore e del facilitatore perché comunque non si compia troppo sforzo nell'imparare.
Israel non manca di sottolineare che il problema vien da lontano, con la svolta profonda impressa alla storia della cultura italiana da personalità come Croce, con la sua incapacità di comprendere il senso profondo della scienza e della matematica in particolare, visto che la privava, nelle sue tesi filosofiche, di ogni utilità per la comprensione della realtà. Ma in fondo Croce riassumeva e rappresentava con capacità straordinaria e fascino particolare larga parte della cultura italiana dell'inizio del XX secolo, avviata su una strada, quella del tardo idealismo, che in fondo la porterà ad occupare uno spazio piuttosto eccentrico – Israel dice senza mezzi termini "provinciale" – nel dibattito internazionale più consapevole sul senso e sul significato profondo della scienza moderna. Una provincializzazione ed una marginalizzazione accresciute dalle leggi razziali, e dall'allontanamento di molti scienziati "colpevoli" di essere ebrei, ovviamente.
Il nostro storico della scienza continua poi rilevando come, dopo la guerra, gran parte della Sinistra e in particolare degli intellettuali e degli scienziati comunisti abbiano assorbito e fatti propri, di Croce, proprio gli aspetti più datati del suo idealismo, ignorandone e combattendone invece il grande messaggio liberale e civile. Così l'opera, della quale erano state poste le premesse prima della guerra, si concretizzò e si radicalizzò dopo. Eppure, con l'unità d'Italia e anche ben addentro negli anni del fascismo, grazie anche alla visione sostanzialmente aperta e "pratica" di Giovanni Gentile, la cultura scientifica italiana aveva raggiunto ottimi livelli, e la filosofia della scienza, con i suoi grandi problemi, e con il suo approccio "umanistico" e filosofico alla ricerca, con la sua dimensione solo parzialmente e a volte marginalmente "tecnica", aveva avuto un ruolo importante ed era stata uno dei pilastri su cui molti studiosi avrebbero voluto appoggiare la crescita della cultura nazionale.
Ma gli spunti di questo lavoro che, malgrado la complessità di certi passaggi e di certi argomenti, si legge con gusto e senza sforzo perché costruito in maniera agile e spesso sulla base di esperienze personalmente vissute dall'autore, sono assai numerosi: da una chiara disanima del "disastro educativo" al quale siamo pervenuti; al ruolo deleterio assunto da una sinistra che, intendendo portare la cultura al popolo, lo ha portato a una catastrofica ignoranza ed alla demolizione della scuola pubblica; al ruolo svolto da quei numerosi intellettuali che cercarono di adattare e forzare la materia delle loro ricerche ai dogmi del materialismo dialettico, e si accorsero solo assai tardi dell'inutilità e della vacuità di tanto sforzo; ad una feroce descrizione della degenerazione progressiva della cultura della divulgazione, con il suo vacuo oscillare fra la deriva verso il "misterioso" e l'inesplicabile – con il progressivo rifuggire dalla razionalità –, ed uno scientismo che par discendere dal peggiore positivismo: superficiale, senza spessore e senza prospettive. E poi ci si chiede perché le scienze – dopo averle messe tanto spesso in burletta – interessino sempre meno i nostri giovani.
Insomma, è un libro da leggere, da far leggere e da discutere. Potrebbe perfino esser letto da qualche personalità politica davvero in grado di far qualcosa per salvare il salvabile e per cambiar rotta nelle nostre scuole pubbliche e nelle università…
- La Chiesa benedice l’Italia di Berlusconi Roma, 2008-06-07 - submitted by Marco Donati — 0 comment(s)
-
Oggi l’ultimo uomo della provvidenza di una lunga e non felice serie, Berlusconi, viene ricevuto dal papa. Sarà un trionfo mediatico, una messa cantata su tutte le reti.
IL VENERDI DI REPUBBLICA - 6 GIUGNO 2008 - pag. 13
"Contro mano" di Curzio MalteseChe ve ne sembra dell’Italia? E’ un Paese più diviso e insicuro come appare dalle cronache, oppure è una nazione serena e gioiosa, che guarda al futuro con allegria? Dipende. Dai giorni, dai mesi. Ma soprattutto da chi ha vinto le elezioni il mese scorso. Questa almeno è la visione delle cose di papa Benedetto XVI, dei cardinali Bertone e Bagnasco, segretario di Stato e presidente dei vescovi italiani. Per la verità, anche della Confindustria.
Stavolta s’è capito finalmente da quale parte stanno i poteri forti. Ma torniamo al Vaticano e al papa. Fino ad aprile, secondo l’agenda politica vaticana, in Italia non c’era nulla che andasse bene o almeno non malissimo. Famiglie alla fame, caos sociale, degrado nella capitale e rovina nel resto del Paese. Poi di colpo le nuvole si sono squarciate nei cieli d’Italia ed è comparso Lui. Non proprio quel Lui, ma uno comunque mandato dalla provvidenza, Silvio Berlusconi. Tutto è cambiato e oggi le gerarchie vaticane intonano un salmo che assomiglia alla Vie en rose.
Qualche laicista incarognito potrà continuare a sostenere che l’italia non sembra davvero alla vigilia di un’età aurea e magari citare a sostegno i dati dell’economia. Ma chi crede non si farà scalfire dalla propaganda demoniaca. Comunque, dal punto di vista del Vaticano, si può senz’altro guardare al futuro con ottimismo. L’ultimo governo Berlusconi aveva concesso moltissimi privilegi alla Chiesa, in materia di fisco e finanziamenti a scuola e sanità, senza contare il favore dell’assunzione con falsi concorsi di 15000 insegnanti di religione. Il Berlusconi quater promette altrettanto, se non di più. Il personaggio in sè non sarà un modello di virtù cristiana, ma nei fatti è disposto a concedere assai più vantaggi di quanto la Chiesa non ne abbia mai ottenuti dai devotissimi De Gasperi e Romano Prodi. Quindi è benedetto da Benedetto XVI. Forse non unto dal Signore, ma dal papa e dai vescovi sì.
Tutti i salmi finiscono in gloria. Aspettiamoci con serenità una pioggia di aiuti di Stato alla religione, altri finanziamenti alla scuola e alla sanità cattoliche, compensati da tagli alla scuola e alla sanità pubbliche. L’Europa protesterà un pò, ma stavolta non se ne darà notizia. Oggi l’ultimo uomo della provvidenza di una lunga e non felice serie, Berlusconi, viene ricevuto dal papa. Sarà un trionfo mediatico, una messa cantata su tutte le reti. Ai pochi laici sopravvissuti è consigliabile un weekend fuori porta a Madrid o a Barcellona. Con i voli low cost si spende meno che a Fregene o a Santa Margherita e per un paio di giorni ci s’illude di vivere davvero nel 2008. - Sui debiti il ministro ha agito bene, valorizzando l’autonomia scolastica milano, 2008-06-07 - submitted by Red — 0 comment(s) —
-
Quindi l'anno scolastico si chiuderà come programmato!
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=2625
Il mondo della scuola si aspettava che il nuovo ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini una posizione la prendesse a riguardo della delicata questione delle attività di recupero dei debiti scolastici. Molti si auguravano che fosse un vero e proprio ribaltamento della situazione, visto che l'ordinanza Fioroni non funziona e mette le scuole a rischio di implosione.
Invece il primo intervento del Ministero è stato improntato a concretezza e realismo, in quanto con tutta probabilità il ministro si è reso conto che fermare un treno in corsa sarebbe stato ancor più catastrofico che lasciare che l'anno si concludesse alla bell’e peggio nel modo con cui le scuole hanno programmato.Quindi l'anno scolastico si chiuderà come programmato! Bene ha fatto il ministro a non prescrivere nulla alle scuole, ma ad affidarsi alla loro autonomia, assicurando alle iniziative di recupero circa 250 milioni di euro, una somma se non sufficiente almeno significativa. Questo non significa che l'anno scolastico si concluderà senza problemi, anzi rimangono del tutto aperte le gravi questioni già evidenziate nel corso dell'anno, come la inefficacia di una modalità di recupero che privilegia il lavoro di gruppo all'intervento ad personam, o come una organizzazione delle attività che mette a rischio l'inizio del nuovo anno scolastico.
Affidando all'autonomia delle scuole la responsabilità di decidere e di prendere iniziativa il ministro ha voluto dare una indicazione chiara, quella che la didattica e la valutazione appartengono alla libertà di chi fa scuola: si tratta quindi di una chiamata alla responsabilità, una responsabilità non solo esecutiva, ma ancor prima di impostazione del lavoro scolastico.
È auspicabile che questo modo di procedere non sia dettato dall'urgenza, ma rappresenti la novità del ministero Gelmini, ossia che non sia più il ministro a dire che cosa un insegnante debba fare nella sua classe, ma che sia l'insegnante a prendersi la libertà di agire, così che in un sistema di vera autonomia e di parità scolastica chi ha la capacità di affrontare i problemi e di risolverli possa da una parte essere valorizzato, dall'altra contribuire al miglioramento della qualità dell'offerta scolastica.
È in questa direzione che risulta interessante l'osservazione del Ministero sul fatto che a riguardo del problema dei debiti scolastici si dovrà «procedere ad un'ampia riflessione sulle criticità emerse nel corrente anno e rilevate anche dal monitoraggio in atto» e che «le eventuali ipotesi emendative saranno poi oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali di categoria, le associazioni professionali, le associazioni dei genitori, le consulte e le associazioni degli studenti».Infatti non sarà il ministero a trovare il modo per affrontare efficacemente il problema, ma saranno i docenti nella loro libertà di iniziativa a trovare nuove forme di recupero che portino gli studenti ad imparare realmente ciò che è utile alla loro crescita umana e culturale. Allora spetterà al Ministero valorizzare i tentativi più efficaci!
(Gianni Mereghetti) - Scuole cattoliche, legge 40 e la benedizione vaticana Città del Vaticano, 2008-06-07 - submitted by Roberto Monteforte — 0 comment(s)
-
La benedizione c’è stata. Come pure la genuflessione . Può essere soddisfatto Silvio Berlusconi dell’udienza di ieri con papa Benedetto XVI con tanto di baciamano.
L'Unità - sabato 7 giugno 2008
di Roberto Monteforte
Città del Vaticano - La benedizione c’è stata. Come pure la genuflessione . Può essere soddisfatto Silvio Berlusconi dell’udienza di ieri con papa Benedetto XVI con tanto di baciamano. Si può sentire rassicurato papa Ratzinger e il suo stretto collaboratore, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che hanno deciso di puntare sulla «carta Berlusconi» e sul «nuovo corso» politico maturato con il dopo voto. Se stabilità, governabilità e dialogo tra maggioranza e opposizione «nell’interesse superiore del paese» sono la cornice fondamentale indicati dalla Chiesa e dallo stesso pontefice per risollevare il Paese dalla sua crisi, allora pare proprio che il governo di centrodestra si sia accredidato come sponda affidabile e ancora più robusta dopo il responso elettorale.
Non solo per le opportunità che offrirebbe il «nuovo clima» politico. L’apertura di credito è anche sui contenuti, su temi come la difesa della vita e la dignità della persona, sulle risposte concrete da dare alle domande delle della famiglie e all’emergenza educativa, che consentano di garantire un futuro alle giovani generazioni, compresi quegli stanziamenti a favore delle scuole cattoliche, sui temi etici e sulla possibilità di coniugare sicurezza e risposte rispettose della dignità delle persone anche al fenomeno dell’immigrazione.
Il presidente del Consiglio pare accettare la sfida. Mostra la sua disponibilità ad affrontare l’agenda fitta e impegnativa indicata da Benedetto XVI nel suo discorso alla recente assemblea dei vescovi italiani. Un discorso che deve essere stato studiato a fondo dallo staff di Palazzo Chigi. Se aveva già anticipato una sua disponibilità nell’inusuale intervista congiunta concessa a «Radio Vaticana» e all’«Osservatore Romano» che ha spianato la strada all’incontro di ieri, l’ha ribadita nell’intervista resa ieri mattina alla «sua emittente», «Canale 5». «L’atteggiamento del governo - afferma - non può che compiacere il Pontefice e la sua Chiesa». È un impegno preciso.
La conferma arriva poco dopo. Nella mezz’ora abbondante di colloquio di Silvio Berlusconi, assistito da Gianni Letta, con Benedetto XVI nella Biblioteca privata del pontefice. Definito «lungo e cordialissimo» da una nota Palazzo Chigi e più sobriamente «cordiale» la «nota vaticana». Offre la disponilità del governo il premier. Lo farà anche nell’incontro tra la delegazione italiana e quella vaticana guidata dal segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. Un’altra quarantina di minuti per affrontare in modo più approfondito per «un giro d’orizzonti» sui temi. Vi è piena identità di vedute tra l’Italia e la Santa Sede e non solo sui nodi di politica estera (dal Medio Oriente al Libano, alla Cina e alla Russia sino all’emergenza alimentare e al sostegno ai paesi più deboli). Quello che Berlusconi ribadisce è il forte apprezzamento per «il contributo della Chiesa cattolica alla vita del paese» e per la «costruttiva collaborazione» bilaterale e a livello europeo, per il suo contributo «nella sua azione sul piano interno e internazionale ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia». Parole suadenti e rassicuranti, pronunciate tra sorrisi e cordialità che devono essere state apprezzate in Vaticano. Ma i punti fermi restano, compresa quella richiesta di coniugare tolleranza e rispetto della persona umana e della vita. Che per la Chiesa vuole dire sicuramente politiche a sostegno della vita e contro l’aborto, ma anche porsi il tema dell’immigrazione garantendo adeguate politiche dell’accoglienza e dell’integrazione, senza imbracciare il fucile. Questo vuole dire mettere da parte il reato di immigrazione clandestina. Si mostra disponibile il premier. Afferma di ritenerlo «impraticabile». È un gesto apprezzato.
Per definire le soluzioni concrete c’è tempo. Soprattutto perché il governo si presenta solido. Dà l’idea di durare. Sui temi che richiamano il «bene comune» può contare sull’appoggio dell’opposizione. E si presenta pronto ad accogliere le sollecitazioni della Chiesa.
Come ha ribadito il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco quello che conta davvero e su cui si giudica un governo, «sono i frutti». Le risposte concrete che vengono date. Per ora vi è la benedizione del Papa e della Chiesa e il governo Berlusconi incassa. Si vedrà se arriveranno e quando il «quoziente familiare» e gli altri aiuti alle famiglie, le decisioni a favore della vita, lo stop a quelle misure come le linee guida sulla legge 40 sulla fecondazione assistita della Turco, ritenute eticamente sensibili e quei finanziamenti alle scuole cattoliche esplicitamente richiesti dal Papa. Per ora Berlusconi assicura «la volontà di continuare la costruttiva cooperazione» tra Santa Sede e Italia. - Le promesse del Cavaliere "Soldi alle scuole cattoliche" Roma, 2008-06-07 - submitted by La Repubblica — 0 comment(s)
-
la Santa Sede vuole verificare i risultati concreti e non a caso la nota ufficiale è stata molto stringata e sobria. Un modo per dire che a questo punto verrà evitato ogni intervento che possa essere interpretato come un pressing.
La Repubblica - sabato 7 giugno 2008
E il Vaticano chiede che al vertice ci sia anche Letta
CLAUDIO TITO
ROMA - «Non abbiamo più bisogno di legittimazioni. Sanno cosa possiamo dare. Siamo come la vecchia Dc, che non doveva spiegare da che parte stava». Quando è tornato a Palazzo Grazioli dopo il colloquio con Benedetto XVI, Silvio Berlusconi sprizzava felicità da tutti i pori. Allo staff riunito a Via del Plebiscito per preparare l´intervento di oggi al convegno dei giovani industriali, ha raccontato come in una "differita televisiva" ogni singolo passaggio dell´incontro in Santa Sede. Si è detto sicuro di aver «convinto» le gerarchie ecclesiastiche. E soprattutto ha paragonato il Pdl alla "Balena bianca" che per quasi 50 anni ha rappresentato il punto di riferimento del Vaticano.
Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, si è speso in prima persona per fornire le massime «garanzie» sulle decisioni del governo su alcuni temi "sensibili": come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull´aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un «possiamo farlo». Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il «quoziente familiare» e i fondi (buoni-libri) per parificare l´istruzione cattolica e renderla - come già stabiliva la riforma Berlinguer - «scuola pubblica non statale».
Un clima di entusiasmo, quindi, che non è stato intaccato dalla richiesta vaticana di compiere uno strappo all´etichetta: l´incontro con il Papa non è stato un faccia a faccia, ma ha presenziato attivamente Gianni Letta che Benedetto XVI ha chiamato «il mio giovane vecchio amico». Un´istanza che gli ambasciatori della Santa Sede hanno fatto pervenire ufficiosamente nei giorni scorsi a Palazzo Chigi. Del resto, il Cavaliere ha voluto sottolineare soprattutto il trattamento riservatogli dal Vaticano. Non solo diplomatica «cordialità». L´incontro, richiesto dal presidente del consiglio, è stato inserito in agenda con estrema rapidità e per la prima volta l´Osservatore Romano ha pubblicato un´intervista al capo del governo italiano. Segnali considerati «importantissimi» dallo staff berlusconiano, anche se il "nuovo corso" del giornale vaticano prevede anche questo tipo di innovazioni.E forse non è nemmeno un caso che l´altro ieri, per mettere a punto l´agenda dei colloqui, il premier si sia fatto aggiornare dal suo sottosegretario alla presidenza del consiglio e dall´ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi. Anni, proprio con loro due che Berlusconi ha provato quel piccolo colpo a sorpresa compiuto all´inizio della visita: il bacio dell´anello. Un atto che in passato nessuno presidente del consiglio aveva praticato. Solo Francesco Cossiga, ancora non entrato in carica come capo dello Stato, si era inginocchiato.
Una mossa studiata a tavolino e che in qualche modo ha agevolato la cordialità di un incontro. Esaurito il giro d´orizzonte sulla politica estera, quindi, Berlusconi è entrato nel vivo. Ha parlato esplicitamente di finanziamenti «nazionali» per la scuola cattolica. Un intervento complicato dal punto di vista giuridico se dovesse incidere sulle "rette". E infatti virerà su una sorta di "buono-libri" per l´intera scuola dell´obbligo: da 0 a 16 anni.Un misura che di fatto equiparerebbe gli istituti statali a quelli cattolici e che è stata salutata in Vaticano con un richiamo alla Costituzione. L´atteggiamento del premier è stato il medesimo in tema di famiglia. L´idea di studiare politiche economiche mirate è stata recepita con un riferimento al "quoziente familiare". Anche se il titolo del dossier non risponde all´effettività della misura: non si tratterebbe infatti di una riduzione delle aliquote fiscali ma di un complesso di deduzioni in base al numero di figli.
Assicurazioni anche sulla procreazione assistita (verrà modificata la circolare adottata da Livia Turco), sul reato di immigrazione (che verrà depotenziato se non derubricato) e sulla legge 194. Per la quale Berlusconi ha annunciato ai suoi interlocutori il finanziamento delle parti riguardanti la «prevenzione».
Tanti elementi che Oltretevere hanno incassato con soddisfazione. Anche in Vaticano - è il ragionamento svolto a Palazzo Chigi - hanno del resto preso atto che questo governo e questa maggioranza durerà almeno per tutta legislatura. Ora, però, la Santa Sede vuole verificare i risultati concreti e non a caso la nota ufficiale è stata molto stringata e sobria. Un modo per dire che a questo punto verrà evitato ogni intervento che possa essere interpretato come un pressing. Lasciando al governo l´esclusiva responsabilità di agire. - Perché censire cittadini italiani..solo perché rom?! Milano, 2008-06-07 - submitted by Francesca Zajczyk — 0 comment(s)
-
E’ possibile che in Italia, a Roma, a Milano succedano cose impensabili fino a pochissimo tempo fa senza che nessuno alzi una voce, quantomeno esprima “forte preoccupazione”?
Ma è un sogno – un brutto sogno - quello che sta succedendo oggi sotto i nostri occhi? E’ possibile che in Italia, a Roma, a Milano succedano cose impensabili fino a pochissimo tempo fa senza che nessuno alzi una voce, quantomeno esprima “forte preoccupazione”? Qualche lamento gira sulla rete; ma sono lamenti che non riescono a trasformarsi in “voce pubblica”.
I fatti: Censimento fotografico e schedatura di Polizia per cittadini Italiani questa mattina, 6 giugno all’alba delle 5.00 presso il campo comunale di via Impastato a Milano.
Si tratta di un campo regolare, i cui abitanti – in Italia e a Milano dal 1943 provenienti dalla Slovenia – risultano all’anagrafe del Comune in quanto residenti a Milano. Quindi, si tratta di CITTADINI ITALIANI; non solo: tra i cittadini italiani del campo c’è anche chi ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazione e chi ha meritato la medaglia d'oro al valore civile.
Tralasciando di commentare il metodo: alle 500 del mattino, cogliendo nel sonno bambini, anziani, come pericolosi criminali di cui si deve impedire la fuga, ciò che più inquieta è che queste persone (e sottolineo il termine) vengono schedati in quanto appartenenti ad un gruppo etnico.
Qualche sera fa Massimo Cacciari – a proposito della vicenda per certi versi analoga che si sta verificando a Venezia nei confronti di un gruppo di cittadini italiani sinti residenti nel nostro paese da più di dieci anni – richiamava l’attenzione con grande preoccupazione su quanto possa essere pericolosa questa strada che richiama (e nessuno-nessuno può negare fatti di storia) accaduti purtroppo non molti decenni orsono.
"RICORDARE PER NON DIMENTICARE" scrive Giorgio Bezzecchi
Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza"di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani"in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41)
Per non dimenticare, ma anche per sapere che, legittimando queste procedure diventa difficile prevederne il processo:
Tutto in nome della sicurezza. Il tema della sicurezza oggi “impone” la paura di schierarsi e quindi il silenzio. Ma in nome della sicurezza non si possono ledere i diritti dei cittadini, di cittadini italiani regolarmente iscritti all’anagrafe della nostra città, che lavorano e mandano i bambini a scuola, come altri cittadini italiani (anche se non tutti….ricordate la questione della dispersione scolastica?), ma con il grave peccato originale di essere etnicamente diversi.
Brividi….Dobbiamo avere il coraggio di rifiutare questo opportunismo del discorso pubblico, dobbiamo contribuire a far conoscere una realtà assolutamente sconosciuta relativa ad una popolazione di 130-150000 mila persone, di cui circa il 50% ha la cittadinanza italiana con una quota ampiamente sotto il 10% che pratica ancora qualche forma di nomadismo.
Come si fa a parlare di bullismo, di educazione dei piccoli e dei giovani alla convivenza, alla solidarietà? Apriamo gli occhi e la bocca
FRANCESCA ZAJCZYK
Sociologia urbana e del territorio
Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale
Università di Milano-Bicocca


