Personal tools
You are here: Home ReteScuole A scuola Attualità In Lombardia il riordino degli istituti tecnici piace a molti, ma non a tutti!
Document Actions

In Lombardia il riordino degli istituti tecnici piace a molti, ma non a tutti!

by Mario Piemontese last modified 2009-04-25 13:46

Perché FLC CGIL Lombardia non dice niente a proposito dell'anticipo del riordino degli istituti tecnici?

In questi giorni i Collegi dei Docenti di alcuni Istituti Tecnici della Lombardia si sono riuniti o si riuniranno per votare l'adesione o meno a un progetto, promosso dall'Ufficio Scolastico Regionale, che va sotto il nome di “Laboratorio di sviluppo e sostegno all'innovazione”. Il progetto prevede l'anticipo del riordino degli istituti tecnici a partire dal prossimo anno scolastico. Non si tratta di una sperimentazione perché l'iter da seguire sarebbe stato troppo lungo, ma di una “scorciatoia” per anticipare quanto previsto dalla bozza di schema di regolamento sul riordino degli Istituti Tecnici approvata dal Governo il 18 dicembre 2008 e inviata al CNPI nel mese di gennaio.

Le scuole coinvolte, secondo quanto riportato da il Giornale del 20 marzo, sono 15 e precisamente: Istituto Tecnico Molinari di Milano, Istituto Tecnico Pasolini di Milano, Istituto Tecnico Cannizzaro di Rho, Istituto Tecnico Spinelli di Sesto San Giovanni, Istituto Tecnico Dell’Acqua di Legnano, ITSOS Primo Levi di Bollate, ITSOS Maria Curie di Cernusco sul Naviglio, ITIS Cardano di Pavia , ITC Tosi di Busto Arsizio, Istituto Superiore paritario Piamarta di Brescia, Istituto Tecnico Majorana di Seriate,Istituto Tecnico Capirola di Leno, Istituto Tecnico Perlasca di Idro, Istituto Tecnico Polo Romani di Cremona, Istituto Tecnico Volta di Lodi.

 

Di tutto il resto non si sa molto. Sul sito dell'Ufficio Scolastico Regionale non c'è traccia del progetto. Ho provato a scrivere alla Dott.ssa Giuliana Pupazzoni, responsabile dell'Ufficio IV dell'USR, per avere qualche informazione in più, ma senza successo. In rete circola solo una presentazione molto sintetica. Come si è verificato anche in altre occasioni, sta avvenendo tutto un po' di nascosto e in maniera non particolarmente trasparente. Per esempio: come sono state selezionate le 15 scuole? Non si sa!

Nel progetto è previsto un intervento in ambito organizzativo gestionale e tra i nuovi modelli organizzativi da sperimentare naturalmente non manca il comitato tecnico scientifico.

 

Nella bozza di schema di regolamento sul riordino degli istituti tecnici a proposito di comitato tecnico scientifico si legge quanto segue:

 

Ai fini di cui al comma 1, gli istituti tecnici:

[...]

c) costituiscono un comitato tecnico-scientifico, con una composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, con funzioni consultive e di proposta per l’organizzazione delle aree di indirizzo e l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità;

d) possono stipulare contratti d’opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni con una specifica e documentata esperienza professionale maturata nel settore di riferimento, ai fini dell’arricchimento dell’offerta formativa e per competenze specialistiche non presenti nell’istituto, nei limiti degli spazi di flessibilità di cui alla lettera a) e delle risorse iscritte nel programma annuale di ciascuna istituzione scolastica. Tali esperti sono individuati sulla base dei criteri indicati dal comitato tecnico - scientifico di cui alla lettera c);”

 

Nell'action plane per l'istruzione tecnica elaborato da Confindustria education nell'ottobre 2008, sempre a proposito di comitato tecnico scientifico si legge quanto segue:

 

 

Il comitato tecnico-scientifico non può sostituire uno specifico organo di governo (consiglio di amministrazione o simile) che restituisca agli istituti tecnici la capacità di interpretare in modo efficace la propria missione fondamentale, attraverso la collaborazione privilegiata con il mondo della produzione e dei servizi.

Comunque, se deve esistere: a) gli esperti esterni non possono essere “in numero contenuto” e cioè minoritario; e b) i docenti interni non possono essere né in maggioranza numerica né “designati dal collegio docenti”, per evitare logiche politiche o sindacali anziché la valutazione delle loro competenze. La scelta va affidata al dirigente, su criteri indicati dal consiglio di amministrazione (o organo equivalente, se costituito). Se non c’è, al solo dirigente.

Agli esperti esterni individuati dal comitato tecnico-scientifico debbono poter essere affidate anche attività didattiche curricolari, cioè facenti parte dei quadri orario e non solo insegnamenti aggiuntivi o opzionali.

 

Le relazioni tra quanto previsto dal Governo e quanto richiesto da Confindustria sono più che evidenti, anzi sembra proprio che il Governo abbia scritto sotto dettatura di Confindustria. Per il momento nello schema di regolamento non sono definite le modalità di costituzione del comitato tecnico scientifico, ma sono solo definiti i compiti e la sua composizione. Negli Istituti Tecnici Superiori (ITS) i componenti del comitato tecnico scientifico sono nominati dal consiglio di indirizzo che non è altro che una sorta di consiglio di amministrazione. Nella proposta di legge Aprea si prevede a capo di ogni scuola un consiglio di amministrazione. È chiaro quindi che sia il Governo che Confindustria hanno intenzione di introdurre nelle scuole organi di governo e di indirizzo tipicamente aziendali i cui membri sono individuati non mediante elezione, ma mediante nomina.

In ogni caso la presenza nel comitato di “esperti” esterni limita di fatto il ruolo del Collegio, fino ad oggi esclusivo, in ambito di programmazione e organizzazione didattica. Anche in questo caso ci troviamo davanti a un processo di aziendalizzazione: le imprese vogliono controllare l'istruzione tecnica e trasformarla in “scuola” per quadri aziendali e manodopera versatile, scaricando inoltre sulle scuole costi attualmente a loro carico.

 

Qual è stata però la reazione del mondo della scuola a tutto questo?

L'annuncio di rinvio di un anno della partenza del riordino della scuola superiore, dato l'11 dicembre scorso dal ministro Gelmini, ha determinato un forte calo di attenzione nei confronti della questione. In Lombardia l'accordo Formigoni – Gelmini sull'istruzione professionale ha provocato qualche reazione, mentre la questione anticipo del riordino degli istituti tecnici praticamente nessuna. Qualche giorno fa il collegio dell'Istituto Tecnico Pasolini di Milano ha bocciato la partecipazione al progetto, mentre martedì 28 aprile il collegio dell'ITSOS di Cernusco S/N sarà chiamato ad esprimersi. Poche informazioni stanno circolando, ma si ha proprio l'impressione che chi è a conoscenza dei fatti abbia deciso di scaricare la risoluzione del problema sui Collegi di quelle 15 scuole “prescelte”. Per esempio: perché FLC CGIL Lombardia non dice niente a proposito dell'anticipo del riordino degli istituti tecnici?

La posizione della CGIL e della FLC CGIL è stata sempre molto chiara. A proposito di comitato tecnico scientifico su un documento che risale al settembre 2008 si legge quanto segue:

 

Comitato tecnico scientifico

È condivisibile la costruzione dei comitati tecnico-scientifici, ma non è condivisibile che se ne determini a priori la composizione. In particolare la presenza di componenti delle imprese, delle professioni e degli enti locali non può e non deve essere un obbligo, ma può essere solo una considerazione data dalla particolare caratteristica del lavoro che la scuola decide di svolgere. È talmente forzata questa cosa, ci pare, che persino l'Amministrazione si preoccupa di sottolineare che la cosa deve essere fatta in modo contenuto. In realtà, questa scelta, in parallelo con altre leggi in gestazione (DDL Aprea nella parte sugli organi collegiali), che propongono la presenza delle stesse figure nel consiglio di istituto, segnano una invasione di logiche aziendaliste, con pericolosi rischi di subordinazione a questa o quella azienda o gruppo di aziende, non solo sul piano della gestione ma anche su quello della programmazione didattica, nella quale è sovrano il collegio e rispetto al quale un comitato tecnico- scientifico si colloca di fatto come una sorta di esecutivo.”

 

Il silenzio di questi giorni stride molto con le dichiarazioni fatte e le azioni messe in atto da FLC CGIL da settembre a oggi. Cosa sta succedendo, ci troviamo davanti a un cambio di rotta?

 

Milano, 25 aprile 2009

 

Mario Piemontese

Appuntamenti nazionali
Napoli, c/o NapoliScuole - Zona Franca, Via San Mandato 38/C, Stazione MN Salvator Rosa, ore 17,00, 2010-03-13
Napoli: invito assemblea "La scuola fallita"
Milano, LA SCIGHERA Via Candiani, 131, 2010-03-14
Milano: nuove forme di bullismo
Monza, viale Libertà 33, al Circolo Libertà, 2010-03-17
INCONTRO RETESCUOLE MONZA E BRIANZA
Milano Università di Milano Bicocca edificio U7, III piano, Aula Pagani, 2010-03-18
TRA INCLUSIONE ED ESCLUSIONE
Upcoming events…