LETTERE
2008-11-22
Non sono un'insegnante per caso
Il decreto Gelmini è un taglio anticostituzionale. L’art. 3 della Costituzione recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Bene, in questo momento la Repubblica non rimuove gli ostacoli, ma li crea, limita la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedisce lo sviluppo della persona umana, e la partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese.
Sono una precaria della scuola, ma non per caso! Ho partecipato e superato due concorsi pubblici e ho frequentato la SSIS, ottenendo in totale quattro abilitazioni. Da otto anni insegno e quando ho iniziato, ho accettato di trasferirmi dalla mia terra e dai miei affetti. In questi anni ho acquisito competenze, ho fatto esperienze, aggiornamento continuo, spesso con corsi autofinanziati.
Ho partecipato a progetti, ho proposto progetti alla scuola, ho stabilito contatti e rapporti professionali e adesso qualcuno mi dice che dal prossimo anno dovrò fare altro, non si sa bene cosa. Il decreto Gelmini è un taglio anticostituzionale.
L’art. 3 della Costituzione recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Bene, in questo momento la Repubblica non rimuove gli ostacoli, ma li crea, limita la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedisce lo sviluppo della persona umana, e la partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese.
Se il lavoro è un diritto, le scelte cieche di questo governo ledono il diritto di chi da anni lavora per lo Stato. Noi precari abbiamo servito il Paese come soldati sempre pronti e disponibili. Abbiamo accettato di essere usati come kleenex: nominati il 1 settembre e licenziati il 30 giugno senza lo stipendio estivo, abbiamo accettato di lasciare le classi in cui tanto avevamo creduto, in alcune grandi province non abbiamo usufruito delle 150 ore del diritto allo studio, abbiamo rinunciato ai 3 giorni di assenza per motivi familiari, ma tanto, i precari sono i meno assenteisti, altro che fannulloni!.
Ebbene, dopo tali umiliazioni quello che sta accadendo adesso è inaccettabile! 130.000 cattedre in meno coinvolgono altrettante famiglie, ma i cittadini coinvolti saranno molti di più. Il decreto Gelmini colpisce i soggetti più deboli della società: donne e bambini. E’ una legge maschilista frutto di un pensiero retrogrado che non trova supporto in nessuna teoria pedagogica, colpisce i bambini propinando il pensiero unico del consumatore che professa l’avere piuttosto che l’essere. Non è una manovra grave solo per la scuola, ma per la società.
E’ uno tzunami, sul nostro Paese ma la protezione civile non sente l’SOS e non viene a soccorrerci! Da precaria e da cittadina esigo sapere come questo governo intende utilizzare le risorse umane attualmente impiegate nella scuola, soprattutto in quella primaria. Che diritto hanno Brunetta, Gelmini, Tremonti, Berlusconi & C. di decidere le sorti della nostra vita e il nostro futuro?