LETTERE
italia,
2009-05-12
Lettera di una maestra non unica a dei bambini unici
Cari bambini,
stamattina vi guardavo
mentre facevamo la nostra solita discussione in classe appena arrivati.
Si parlava delle paure. Ognuno di voi aveva l’urgenza di farsi sentire
e ho dovuto richiamarvi più volte per farvi rispettare il turno. Poi
Clara è venuta alla cattedra e sottovoce mi ha chiesto: “Maestra, quali
sono le tue paure?”, le ho risposto che anche la maestra ha tante paure
e che, se avevate voglia di sentirle, ve le avrei raccontate più tardi.
Avete iniziato a scrivere e mentre vi guardavo ho cominciato a generare
un mostro nella mia mente…
Questo mostro ha la voce potente, non
ascolta e non riflette, parla di noi e non ci conosce, vuole dettare
legge senza discutere. Fa delle cose tutte al rovescio da quelle che
noi vi insegniamo con pazienza ogni giorno. È un mostro che vuole
entrare nella nostra classe e buttare dalla finestra o me o la maestra
Patrizia, e se non ci riesce vuole che una di noi due stia molto meno
con voi, vuol fare insegnare tutte le materie a me o a lei, vuole farvi
stare meno tempo a scuola.
Vuole far stare di meno nella nostra
classe anche la maestra Marisa che ci sostiene nelle situazioni
difficili. Vuole che io impari l’inglese così potrò insegnarvi a
parlare male una lingua che non mi è simpatica. Vuole che io vi dica
poche cose, quelle necessarie e basta, senza perdere tempo a fare
cartelloni, collage, progetti, danze e musica. Vuole che la nostra
classe diventi sempre più numerosa, magari con dei bambini che hanno
problemi, come Tiziano l’anno scorso che scappava dalla classe e tirava
gli oggetti e che a questi bambini io mi dedichi poco perché non avrò
il tempo di trasmettere tutto quello che so e che posso.
È un
mostro che dovrebbe spendere dei soldi in ugual misura per tutti, come
una brava mamma e un bravo papà che hanno tanti figli e invece li vuole
togliere alla nostra scuola che già ne ha pochi, tanto che ci dobbiamo
comprare la carta per le fotocopie o il sapone da soli. È un mostro che
dice che tutte noi maestre chiacchieriamo nei corridoi quando invece,
voi lo sapete, se siamo in due per quattro ore a settimana, quando non
facciamo le supplenze, una può prendere Tsion, Magdalena, Alessia e
Jian e fare delle lezioni solo per loro perché imparino meglio
l’italiano o la matematica.
Ha tante idee questo mostro, come
quella di fare delle classi diverse dalla nostra per i bambini che non
parlano l’italiano e mi chiedo come avremmo fatto l’anno scorso senza
Jian che non capiva una parola e che tutti abbiamo aiutato con i
disegni e i giochi e senza la mediatrice Irene che parlava anche il
cinese e veniva una volta a settimana per lui. Quanto ci siamo
sforzati, tutti insieme, per capirlo e farci capire e ora siamo
contenti perché ci siamo riusciti! Chissà per quanto tempo sarebbe
rimasto in una classe a parte con bambini che come lui non conoscevano
l’italiano… Quanto ci sarebbe voluto per farlo sentire a casa? E noi,
dopo quanto tempo l’avremmo sentito amico?
Il mio mostro non ce
l’ha solo con noi, ma anche con i bambini che vivono nei piccoli paesi
e che magari sono pochi, due o tre classi. Sapete che vuole chiudere le
scuole di quei paesini e mandarli in scuole più lontane in autobus? A
voi piace un paese senza scuola? Sarebbe come un paese senza chiesa o
senza una piazza…
Il mostro dice anche che non manderà via
nessuna maestra, ma questo non è vero perché le maestre che andranno in
pensione perché anziane, non saranno sostituite da quelle giovani. E’
come far uscire qualcuno da una stanza e chiudere la porta subito dopo
per non far entrare più nessuno. La maestra Marisa probabilmente non
tornerà perché è ancora una supplente ed è giovane, non conta nulla il
fatto che è molto brava.
Il mostro dice anche le bugie perché ha
detto a tutti che la scuola italiana non è come quella delle altre
nazioni d’Europa e che voi siete tra i più asini del mondo! Invece
tutti dovete sapere che la scuola elementare italiana è tra le prime in
Europa e nel mondo e che il 70% dei genitori sono molto soddisfatti
della qualità dell’insegnamento. E questo perché noi italiani abbiamo
riflettuto molto, per molto tempo, prima di cambiare la scuola che
c’era quando io ero piccola.
Sapete bambini, io avevo una sola
maestra e andavo a scuola per 24 ore a settimana, non 40 come voi. I
miei quaderni erano piccoli e in un anno ne finivo due per l’italiano e
due per la matematica. I vostri sono grandi e ne finite uno ogni due
mesi. E poi io non parlavo mai in classe su argomenti che proponeva la
maestra o altre compagne, voi invece imparate a parlare davanti a
tutti, a esprimere le vostre idee, a criticare, a votare le cose che
tutti devono fare o non fare. Nella mia classe invece c’era Loretta che
stava sempre all’ultimo banco perché non riusciva a fare niente e non
aveva una maestra in più che poteva aiutarla. Così in terza è stata
bocciata perché nessuno ha avuto il tempo e la voglia di farla
migliorare. Chissà che cosa fa oggi Loretta. Con la mia maestra non ho
mai fatto un’uscita, non sono mai andata al Colosseo o in un museo, non
ho mai fatto un campo scuola, mai al cinema.
La mia maestra non
sapeva niente di me, né ha mai letto le mie poesie. Noi invece le
facciamo in classe le poesie e giochiamo con le parole e con i colori.
Voi ci raccontate tante cose, ci regalate i vostri genitori, i vostri
amori, le vostre preoccupazioni e i vostri desideri perché stiamo molto
tempo insieme. La mia maestra purtroppo era unica e io sarei stata
molto felice di averne anche un’altra o altre due.
Il mostro fa
finta anche di inventarsi cose nuove, ha detto che da domani impareremo
la Costituzione e ad essere cittadini… ma noi studiamo già la
Costituzione e conosciamo i diritti e i doveri fondamentali di un
cittadino della Repubblica Italiana. Fra due anni faremo il nostro
Parlamento della classe, con tanto di Presidente e Partiti politici. E
in classe impareremo a proporre una legge, a discuterla e a votarla.
Andremo in visita a Montecitorio e prenderemo esempio dal Parlamento
vero, quello in cui quando si fanno le riforme importanti prima si
ascoltano tutte le opinioni e poi si prendono le decisioni per il bene
collettivo.
Ma tutto questo il mio mostro non lo sa, e pensa che
se continua a dire che la nostra scuola sarà migliore di com’è adesso
dandoci meno soldi, meno maestre e meno tempo, la gente ci creda. Io
non ci credo perché so che tutto quello che riguarda l’istruzione e
l’educazione di voi bambini ha un costo e che i soldi devono essere
spesi bene, ma ci devono essere, altrimenti staremo tutti male.
Ecco,
ritornando alle paure, vorrei dirvi che la mia più grande paura adesso
è quella di farvi star male a scuola. E ho paura perché non dipende da
me, ma da quello che il mostro deciderà.
Io farò tutto quello
che posso per insegnarvi non soltanto a leggere e a scrivere, ma anche
per darvi le basi per capire il mondo, per costruire un terreno sul
quale ognuno di voi negli anni farà crescere gli alberi del proprio
talento. Farò di tutto per non rendervi uguali, ma unicamente diversi.
Cercherò di dilatare il tempo in classe in modo che quello della
televisione non vi mangi la capacità di leggere e di riflettere.
Cercherò,
ma sarà molto difficile, di non essere unica anche se dovessi essere la
sola vostra maestra. Cercherò di ascoltare le vostre paure anche quando
avrò soltanto il tempo di insegnarvi i pronomi e i participi dei verbi.
Cercherò
di farvi costruire gli ziqqurat e le piramidi con la cartapesta anche
quando potrò soltanto farvi leggere il sussidiario.
Cercherò di
scacciare dalla mente questo mostro che non sa niente di voi, di come
siete complicati e fragili e che dà risposte facili a domande difficili.
Vi abbraccio tutti,
la maestra Alessandra