LETTERE
2008-12-11
Il mio cuore giovane
Il mio cuore è giovane anche se sono una veterana, ho ancora entusiasmo da vendere e sto dalla parte dei bambini e delle bambine.
Nelle assemblee di Retescuole le maestre sono state incoraggiate ad esporsi, per far conoscere al maggior numero di persone tutto ciò che non avrebbero più potuto realizzare dopo l’approvazione della Legge Gelmini.
Nonostante la mia naturale riservatezza, ho raccolto l’invito mettendo a fuoco alcuni aspetti importanti del mio lavoro.
Un’immagine significativa che s’impone sulle altre evidenzia la gioia negli occhi dei bambini quando lavorano nel piccolo gruppo. Si tratta di alunni in difficoltà di apprendimento, che nei momenti di compresenza sono sostenuti e seguiti da vicino con percorsi didattici individualizzati. I più scettici dicono che non ne valga la pena, ma posso smentirli perché i risultati parlano chiaro e costituiscono i punti di forza di un’offerta formativa di qualità che non abbandona i più deboli e dà le giuste opportunità a tutti.
Un altro momento significativo è quello della lettura, in cui la maestra coinvolge la classe creando un clima magico che favorisce l’intensità dell’ascolto. Anche i bambini chiedono di leggere ad alta voce alcuni brani dei loro libri preferiti, e così l’amore per la lettura cresce e s’incrementa con grande beneficio dell’arricchimento del lessico e della produzione scritta.
Perché non ricordare i loro testi di fantasia con effetti a sorpresa da leggere ai compagni? In questi casi la soddisfazione degli autori è grande e la scrittura può diventare una passione. Anche l’elaborazione collettiva di lettere o filastrocche di vario tipo rafforza lo spirito di gruppo e di collaborazione specialmente se destinate ai compagni nel giorno del loro compleanno, alle famiglie dei fratellini appena nati, ai nonni della vicina Casa di Riposo o ad altre persone affettivamente importanti.
Con la nuova Legge, però, il nostro modo di lavorare dovrà cambiare perché nella gabbia delle 4 ore non avremo più tempo per l’ascolto e la collaborazione.
Il lavoro d’équipe sarà cancellato e la mancanza di compresenze non permetterà di organizzare i gruppi di recupero e di avanzamento, non si potranno gestire i laboratori tecnico-manuali ed espressivi, non si potrà approfondire un bel niente.
Nella ristrettezza delle 4 ore diventerò maestra unica e dovrò insegnare italiano, matematica, scienze, storia, geografia, educazione civica, educazione motoria,informatica, inglese…
Nella solitudine delle 4 ore dovrò semplificare al massimo e accantonare le cose belle ed entusiasmanti, possibili solo con il lavoro di squadra.
La gioia degli approfondimenti, pure a malincuore, dovrò lasciarla alle scuole private che si attrezzeranno per curare l’istruzione dei futuri dirigenti.
A noi della Scuola Pubblica resterà il polveroso nozionismo che da oltre 30 anni avevamo relegato in cantina.