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Basta

by Marta Gatti — last modified 2008-11-22 01:14

Sono almeno 10 anni che, cambiando il Governo, i Ministeri dell'Istruzione si arrabattano ad inventare modifiche "creative" alla scuola (soprattutto elementare) con l'intento di passare alla storia come grandi innovatori o salvatrici delle giovani generazioni.

 
 

Sono almeno 10 anni che, cambiando il Governo, i Ministeri dell'Istruzione si arrabattano ad inventare modifiche "creative" alla scuola (soprattutto elementare) con l'intento di passare alla storia come grandi innovatori o salvatrici delle giovani generazioni.

A ogni minimo cambiamento, all'interno delle scuole, i dirigenti più zelanti riuniscono immediatamente i Collegi per apportare cambiamenti, istituiscono Dipartimenti per far ricadere nella quotidianità dell'operato delle scuole quello che altri partoriscono nel chiuso delle aule parlamentari.

Ed ecco che rivediamo i nostri curricoli, adattandoli alle Indicazioni Nazionali, poi l'anno dopo escono le UdA e allora tutte a programmare per unità di apprendimento, con uno spreco inverecondo di energie e tempi. Ci inventano poi il portfolio e facciamo a gara a chi lo inventa più adeguato alla realtà della propria scuola. Poi le Indicazioni non vanno più bene e introducono le Indicazioni per i curricoli e i Piani si studio e allora, da capo tutto, quello che abbiamo fatto non va più bene, si ricomincia.
Tagliano il tempo scuola? Mettono le ore opzionali? E noi subito pronte a trovare strategie più o meno efficaci per tamponare il tamponabile.
Modificano geneticamente la nostra pratica valutativa (gli Ogm non sono niente in confronto!) da un giorno all'altro? Ecco che subito i collegi sono chiamati a prendere decisioni su come organizzare questo cambiamento adattandolo ai nostri alunni e alunne ignari di tutto.

Basta! Davvero. Non possiamo andare avanti così.
Prendiamoci il tempo per capire cosa ci sta succedendo, per discutere i cambiamenti e soprattutto non prendiamo decisioni didattiche-organizzative di nessun tipo all'interno dei Collegi Docenti /Consigli di Istituto.
Perché? Io penso che i motivi siano due.
Primo: siamo maestre, siamo professioniste della didattica. Non possiamo accettare che 4 righe di un decreto siano sufficienti per motivarci pedagogicamente a un cambiamento così strutturale della nostra pratica educativo-didattica.
Secondo: la legge 133, ex decreto Brunetta, all'art.64, comma 4, recita: Per  l'attuazione  del  piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti  da  adottare  entro  dodici mesi dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto (…)  si provvede   ad   una  revisione  dell'attuale  assetto  ordinamentale organizzativo  e  didattico  del sistema scolastico (…).

E allora, aspettiamoli questi regolamenti.
Poi decideremo cosa fare.
Che almeno siano costretti a sforzarsi di dare una parvenza pedagogica alla loro riforma che di pedagogica niente ha.
Marta Gatti


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