LETTERE
2008-11-06
Ai danni dei bambini
Sono una semplice insegnante elementare, che opera a Palermo, in un quartiere in cui la scuola rappresenta l'unico aggancio visibile con l'Istituzione.
Sono una semplice insegnante elementare, che opera a Palermo, in un quartiere in cui la scuola rappresenta l'unico aggancio visibile con l'Istituzione. Nonostante la legge Gelmini, continuo a credere che la scuola Pubblica possa rappresentare un modello di legalità e di uguaglianza di opportunità per tutti i bambini e per ogni bambino e continuo a lavorare perchè ogni bambino possa ricevere dalla scuola la formazione e l'istruzione migliori. Ho riflettuto parecchio sull'impatto nefasto che la suddetta legge, nel malaugurato caso venisse realizzata, avrà sul piano didattico e formativo. I bambini riceverebbero il "peggio", perchè verrebbero a mancare le risorse umane e finanziarie. Per una realtà come quella palermitana rappresenterebbe, sul piano culturale, un salto nel vuoto, un ritorno all'assenza o a qualcos'altro... Non a caso, mi sembra, Gelli ha fatto sentire la sua voce. Ma la voce dei bambini chi l'ha ascoltata? Non sono un giurista, ma mi chiedevo se un tale provvedimento perpetrato ai danni dei bambini e delle nuove generazioni non sia perseguibile sul piano legale, anche a livello europeo, per un duplice aspetto:
1) "Diritti dei bambini", ai quali è destinato "il peggio"
2) incongruenza fra l'azione del governo italiano che "taglia" e i finanziamenti europei per lo sviluppo delle competenze che vengono dati soprattutto al sud. Sotto quest'ultimo profilo, da un lato l'Europa investe e dall'altro il governo italiano depriva. L'Europa investe per lo sviluppo, l'Italia taglia per garantire a tutte le nuove generazioni il sottosviluppo culturale ed economico.
Maria Luisa Villari, 6/11/2008