EMERGENZA CAMPANIA
napoli,
2008-11-02
Emergenze, carcere per chi sporca a Napoli
da Il Manifesto - 01/11/2008
EMERGENZE
Writers rinviati, carcere per chi sporca a Napoli
Alessandro Braga
da il Manifesto 1-11-2008
Writers di tutta Italia, state tranquilli. Almeno per il momento, se verrete «beccati»
a scarabocchiare con le vostre tag i muri della città, non finirete in gattabuia.
In compenso, se siete dalle parti di Napoli, non tentate nemmeno di abbandonare per strada il vostro vecchio scaldabagno o il vostro marcescente frigorifero.In quel caso, rischiate di essere sbattuti «al fresco» per tre anni.
Ieri il consiglio dei ministri ha rinviato per la seconda volta a data da destinarsi il provvedimento anti writers, tanto desiderato dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Mercoledì il premier aveva annunciato che il governo lo avrebbe approvato in tempi brevi. Tanto per cambiare, tramite decreto.
Ieri, invece, il nuovo stop. Già nel consiglio dei ministri tenutosi a Napoli il 10 ottobre le resistenze di Lega e Alleanza nazionale avevano bloccato l’impeto securitario
del premier. Così è stato anche stavolta. A non convincere alcuni ministri, questa volta come due settimane fa, quella parte del decreto per la tutela del decoro urbano che prevederebbe multe fino a 30mila euro e sei mesi di carcere per chi «imbratta imuri degli edifici». Galera che arriverebbe a due anni se ad essere «imbrattati » fossero immobili del centro storico o sotto tutela dei beni culturali.
Una misura ritenuta «spropositata » e «poco congrua con i problemi
legati alla macchina della giustizia», e su cui, avevano detto i ministri, sarebbe
stato meglio «pensarci ancora un po’».
«La norma antiwriters sarà inserita in un emendamento al pacchetto sicurezza», ha detto ieri il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Con conseguente passaggio nelle aule parlamentari quindi. Tempi, non pervenuti. Ma ieri l’esecutivo,
ha aggiunto il ministro, «ha completato il pacchetto di misure per superare definitivamente l’emergenza in Campania». Con un provvedimento, ha continuato, «che ha due obiettivi principali: introdurre criteri più stringenti di vigilanza sugli enti
locali e la previsione di sanzioni per chi non osserva le misure previste per la difesa ambientale».
A tradurre in concreto le parole delministro Prestigiacomo ci ha pensato il sottosegretario alla presidenza con delega all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso. Che ha spiegato quali sono le due direttrici verso cui si muove il provvedimento: ossia enti locali, comuni in particolare, e privati. «Abbiamo previsto nel decreto legge che chi non rispetta le regole, quei sindaci che non fanno il loro dovere,
possono essere commissariati con un decreto del ministro dell’Interno ».
Insomma, se l’ente locale non rispetta il compito di raccogliere la spazzatura, via il sindaco. Al suo posto un commissario. Va peggio ai privati colti con le mani nel sacco (della spazzatura): chi viene beccato in flagranza di reato a «smaltire» nelle strade delle città o in campagna lavatrici, frigoriferi o qualsiasi altro oggetto
ingombrante rischia ora «una condanna da sei mesi a tre anni». Però solo se il fedifrago lo fa in Campania perché, ha spiegato Bertolaso, «in questo momento solo quella regione è stata dichiarata in stato d’emergenza ».
Nel resto d’Italia, almeno per il momento, «il lancio dello scaldabagno » resta libero.
Il Generale Giannini va all’attacco… e si fa male. Da solo!