SOTTO IL VESUVIO
Napoli,
2009-04-17
Vi spiego cosa significa essere precari
In Campania ci sono stati a settembre 2008 già oltre 4500 posti in meno, a cui si dovranno aggiungere i 5608 tagli previsti per il prossimo anno, in tutto quasi 10.000 posti di lavoro in meno.
Vi spiego cosa significa essere precari
di Antonella Vaccaro
(20.03.2009)
Buongiorno a tutti (*) sono Antonella Vaccaro
docente precaria di scuola primaria aderente al coordinamento precari Napoli
Sono una dei tanti precari della scuola napoletana che, per la prima
volta, dopo quasi 20 anni di precariato stabile.. si è ritrovata nella
prospettiva di non lavorare mai più.
Gente come me ha iniziato a lavorare per lo Stato 20 anni fa, siamo serviti allo
Stato ed abbiamo servito lo Stato, raggranellando giorni e giorni di supplenze
nelle varie scuole. Più volte siamo stati a un passo dall’assunzione definitiva,
ma, tra un governo e l’altro eccoci qua, alla nostra età a dover rifare la
gavetta iniziata a 20 anni.
Ci siamo di colpo ritrovati a manifestare per
strada con tutta la rabbia possibile per essere stati estromessi dalla scuola.
Con la vergogna e l’umiliazione, da un lato, poiché non eravamo abituati a
scendere in piazza; con la delusione , dall’altro, per aver creduto che prima o
poi avremmo avuto un posto stabile grazie al quale ipotizzare un futuro più
sereno per noi e le nostre famiglie. E invece, noi precari, gli invisibili, le
ombre.. …stiamo vivendo un vero incubo
Dunque, anche se brevemente, vorrei tentare di spiegare cosa vuol dire essere
precaria.
I supplenti e gli incaricati annuali sono una delle categorie lavorative più
sfruttate e sotto pressione, devono fare spesso da tappabuchi, arrivano nelle
scuole a cose già fatte, senza avere possibilità progettuali sul prossimo anno
scolastico, senza potersi organizzare la vita privata perché non sai mai dove
finisci per lavorare… Dopo anni di supplenze brevi e saltuarie ,di solito si
approda al famoso incarico annuale Questa tipologia di supplenza..almeno
garantiva continuità lavorativa al docente e soprattutto ai bambini per un
intero anno scolastico.
Essere iscritti nelle graduatorie ad esaurimento non è solo occupare un posto in
un elenco, ma dietro quei nomi ci sono vite in stand by. Il vecchio termine
graduatoria permanente ed ora graduatoria ad esaurimento, sono due definizioni
perfette per chi vi sta dentro: grad. Permanente, nel senso che ci permani per
sempre…ad esaurimento nel senso che ti esaurisci tu, ma il posto non lo vedi
mai…o forse, aspettano che essendoti esaurito cambi lavoro.
In Campania ci sono stati a settembre 2008 già oltre 4500 posti in meno, a cui
si dovranno aggiungere i 5608 tagli previsti per il prossimo anno, in tutto
quasi 10.000 posti di lavoro in meno, in una regione già pesantemente
penalizzata da una situazione socio-ambientale storicamente difficile.
Napoli e la Campania hanno fame di scuola! Le classi sono sovraffollate,
pochissimi i collaboratori, pochissimi i docenti che dovranno affrontare da soli
le emergenze scolastiche
Il mondo dell’istruzione, prima chiede una scuola di qualità, docenti
qualificati, motivati e seri, poi di fronte a necessità contingenti di reperire
denaro, silura coloro che di più hanno saputo dare alla formazione delle
generazioni future.
Probabilmente coloro che hanno partorito queste nuove leggi, non immaginavano
minimamente che cosa c’è dietro le loro scelte.
Noi..ombre della scuola, siamo indignati a sentire affermazioni incompetenti e
offensive. Non avendo l’opportunità di conferire con il Ministro Gelmini ,
vorremmo le giungesse quanto segue: Non è accettabile che un Ministro della
Repubblica possa affermare testualmente :” I precari non li ho creati io, non
sono un problema mio” . Vorremmo sottolineare che noi non siamo un vecchio
rudere ereditato da un lontano zio del quale disfarsi perché poco gradito.
Quelli che il Ministro ha ereditato, sono persone
vive con famiglie, impegni, mutui, figli, rate, ma soprattutto con una dignità,
che noi da cittadini pretendiamo venga rispettata.
NOI siamo in crisi E NOI siamo la crisi.
E' la società che ha perso e continuerà a
perdere!
Ha perso docenti preparati che svolgevano
un lavoro con competenza, senza scatti d'anzianità, pagando le tasse, comprando
e facendo girare l'economia con il proprio stipendio precariamente stabile. I
10mila lavoratori in meno non contribuiranno alla crescita economica non solo
della Campania ma dell’Italia in generale
Dunque chiediamo una vita stabile! Chiediamo di
essere riconosciuti come lavoratori e lavoratrici chiediamo che la nostra vita
fatta di lavoro e competenze non venga spazzata via.
I precari della Campania si riconoscono nelle istanze contenute nella petizione
del Partito Democratico, però, sottolineano, proprio agli esponenti del PD,che
non è condivisibile, la proposta dell’indennità di disoccupazione per due
semplici motivazioni:
la prima è che penalizza coloro che sono stati vittime dei tagli già dal
settembre 2008, per cui chi non si è visto più rinnovare l’incarico annuale,
dopo averlo avuto per decine d’anni, non rientrerà in questo pseudo beneficio;
la seconda motivazione, forse più profonda della prima, è che ciò significherebbe per noi rinunciare e ad arrendersi rispetto all’affermazione del proprio diritto al lavoro. Ricordiamoci che il lavoro è un diritto tanto più se è stato acquisito negli anni
La "stabilità" che ci é negata è garante di
diritti inviolabili:
-il diritto di lavorare fino alla pensione.
-la tutela delle
lavoratrici madri
-il diritto di “avere un futuro”.
(*) Testo dell'intervento pronunciato a Roma in occasione della presentazione pubblica della Petizione popolare sulla scuola da parte del PD
Decreto "AMMAZZAPRECARI"