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LICEO SBORDONE, STUDENTI SOSPESI 21 GIORNI. <<PAGHIAMO COSI’ PER AVER PROTESTATO!>>

by barbara pianta lopis last modified 2011-02-02 12:28

pubblicata da Me Siente-Giornale di Informazione Libera il giorno giovedì 27 gennaio 2011 alle ore 20.33 Umori e considerazioni degli studenti dopo le sanzioni disciplinari dovute all'occupazione di quest'anno

 

Da oggi iniziano le sospensioni per i 15 studenti dello Sbordone, che il 25 Novembre 2010 hanno occupato il proprio istituto dopo l’orario scolastico, 14.15 circa, dopo il suono della campanella, in maniera assolutamente non violenta, dopo che l’assemblea straordinaria richiesta al preside la mattina verso le 8, per discutere sul momento politico delicato del paese,era stata negata. Noi siamo tra questi.Eravamo entrati si di pomeriggio, ma questo passo era stato obbligato, come detto, non perché non volessimo coinvolgere la popolazione studentesca  ma per un assenza di dialogo da parte del nostro Dirigente Scolastico che come sempre in questi anni si è dimostrato totalmente insensibile al nostro percorso di protesta per le riforme del ministro Gelmini (<<Non voglio che si faccia politica in questa scuola>>, dichiarò nel 2008, ai tempi de "l' Onda", inizio dei fermenti studenteschi).

 

Tante ne sono successe in questi 27 giorni di occupazione, terminata appunto il 21 Dicembre 2010, il giorno prima dell’ultimo corteo di questo autunno caldo (ma di certo non l’ultimo dell’anno scolastico). Per prima cosa è continuata l’indisponibilità da parte del corpo docente e della dirigenza di accettare la nostra protesta. Questo può sembrare comprensibile, ma lo Sbordone è l’unica scuola nella quale si è registrata l’anomalia di un preside che non abbia cercato la mediazione con gli studenti, presentandosi inoltre per la prima volta a scuola il lunedì successivo, 4 giorni dopo che l’edificio era stato occupato. Al suo ritorno non solo non ha cercato il dialogo, ma ha addirittura capeggiato un incursione all’interno dell’edificio, questa si violenta, che ha visto come protagonisti oltre a 5 studenti contrari all’occupazione, come già detto il Dirigente Scolastico, 2 docenti e 2 genitori (tutte persone che dovrebbero essere nostri “educatori”) per togliere i banchi e le sedie con cui avevamo fatto le barricate.

 

Inoltre durante l’occupazione alcuni docenti si sono autonominati in una “Commissione Disciplinare” e hanno deciso le persone e le sanzioni da proporre al Collegio dei Docenti al ritorno a scuola. E la loro vendetta, cosi preferiamo definirla, è stata consumata. Nel Collegio dei Docenti tenutosi il 11 Gennaio 2011 è stata consegnata la relazione di questa illegittima Commissione Disciplinare che ha segnalato oltre 70 ragazzi suddivisi in 3 fasce: la prima, quella dei 15 “assaltatori” (cosi ci hanno definito) con una proposta di 30 giorni di sospensione, la seconda dei “fiancheggiatori” o meglio coloro che hanno partecipato stabilmente, proposta 15 giorni di sospensione, la terza quella degli “usufruitori”, partecipanti occasionali, con una proposta da 1 a 5 giorni di sospensione. In questo Collegio si invitava inoltre i coordinatori e i docenti a seganlare i propri alunni avvistati durante l’occupazione, per estendere il più possibile le punizioni (“più saremo duri e più capiranno”).

 

Il 19 Gennaio 2011 si è riunito il Consiglio d’Istituto per valutare la proposta del Collegio, in realtà una sorta di Tribunale Inquisitorio, per raccogliere le nostra dichiarazioni in merito al “Atto violento” commesso per occupare l’edificio. Nei giorni precedenti ci era stata recapitato una convocazione con una ricostruzione dei fatti che per la maggior parte conteneva inesattezze, fatti assolutamente inventati: l'orario del nostro ingresso, la presenza di un professore di religione all’atto stesso (colui che più di tutti ha guidato la “crociata” verso gli occupanti, uno dei promotori anche delle liste e della Commissione Disciplinare), l’accensione di un fumogeno all’interno dell’istituto, le presunte violenze su cose e persone presenti in quel momento. Abbiamo smentito tutto forti del fatto che tutto era falso, e che mai è stata fatta violenza nell’atto dell’occupazione.

 

Un Consiglio d’Istituto di poco successivo ha sancito le punizioni, la maggior parte di noi ha avuto 21 giorni di sospensione, altri 16.

 

In questi giorni invece stanno arrivando le convocazioni per i singoli consigli di classe ai ragazzi delle altre 2 liste per decidere pene minori.

 

Come collettivo crediamo che questa mossa oltre ad essere un atto repressivo insopportabile, è anche un provvedimento miope e che svuota completamente la scuola della sua funzione educativa. Punire duramente i ragazzi per aver protestato, anche se si reputa in modo non giusto, rischia di allontanare la popolazione scolastica dalla protesta per sempre, dal non porsi mai più in modo critico davanti a ciò che accade in questo paese, molti gioiranno, ad esempio il nostro Preside (Mr. Niente politica nella MIA scuola) o come alcuni professori che hanno sempre ostacolato la partecipazione alle manifestazioni fissando i compiti e le interrogazioni proprio il giorno delle agitazioni, minacciando brutte valutazioni.

 

In questo modo non siamo stati colpiti solo noi occupanti, ma è stato totalmente delegittimato un percorso che da 2 anni portiamo avanti con impegno e dedizione, percorsi alternativi di formazione, perché abbiamo sempre creduto che la cultura non è solo nei libri scolastici, non la si trova solo tra i banchi di scuola, ma si può trovare anche, senza sminuire le tipologie di apprendimento classico, semplicemente da noi e le nostre teste, che i primi artefici di una altra cultura possono essere direttamente gli studenti, i componenti delle nuove generazioni. Questo percorso purtroppo alla Sbordone è stato fortemente rifiutato, ed è questa per noi la sconfitta più grande, più delle gravissime ripercussioni personali.

 

Inoltre come già detto la scuola è stata svuotata del proprio senso educativo in quanto ora molti ragazzi coinvolti se ne andranno da questo istituto, con la “linea dura”  si è ottenuto il solo risultato di umiliarli e di spingerli ad andare via perché consapevoli che questo percorso portato avanti con fatica da 2 anni ormai è fallito, oltre al non sentirsi più desiderati nell'Istituto che per 3, 4, 5 anni ha rappresentato la proprio casa.

Eravamo uno dei pochi baluardi del movimento studentesco nella periferia nella periferia, dove di solito le scuole non partecipano alle proteste e alle iniziative invece animate dalle scuole del centro. Lo Sbordone in questi ultimi 3 anni è stato un eccezione anzi, soprattutto nel 2008 e nel 2009 è stato il maggior bacino di partecipanti alla vita delle mobilitazioni studentesche, quest’anno punto di riferimento per l’esperienza maturata. Ma molto probabilmente adesso questo rischia di andare distrutto, e di ceto non per colpa nostra.

Certo è invece che la nostra voglia di partecipare al momento difficile di questo paese non è per niente cessata.

Continueremo a farlo perchè sopratutto ora non possiamo mollare, per dimostrare che realmente credevamo in ciò che abbiamo lottato, una scuola, una città, una società migliore.

Forti anche della straordinaria solidalietà che giorno dopo giorno riceviamo da tutti gli studenti napoletani, privatamente o tramite articoli e comunicati, per cui ci sentiamo di ringraziarvi.

 

Collettivo Studentesco “StudentiSbordone”

 

ME SIENTE – Giornale di Informazione Libera prodotto dagli studenti e dai collettivi napoletani