OLTRE IL VESUVIO
Milano,
2009-02-08
CIRCOLARE ISCRIZIONI: L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE
Da www. Scuolaoggi del 22.1.2009
Milano, 23/01/2009
CIRCOLARE ISCRIZIONI: L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE
di Gianni Gandola e Federico NiccoliDa www. Scuolaoggi del 22.1.2009
Strano
modo di procedere quello del Miur. Come già è stato fatto notare da più
parti (vedi ad es. il documento del Cidi, ecc.) è del tutto
irrispettoso, sul piano formale, delle procedure previste dal nostro
sistema legislativo.
Cerchiamo di fare il punto della situazione
rispetto allo stato attuale della normativa relativa alla scuola
primaria (e non solo). Allo stato attuale dell’arte esistono – e sono
quindi in vigore – due leggi, la L. 133/08 e la L.169/08. Tutto il
resto, per così dire, è ancora “incompiuto”.
Ma ad oggi il Ministero
ha già adottato alcuni provvedimenti attuativi degli art. 64 L. n.
133/08 e della L. n. 169/08, vale a dire:
la C.M. n. 5 del 16.01.2009 sulla valutazione del comportamento
la C.M. n. 4 del 15.01.2009 sulle iscrizioni
Il
problema è che questi atti attuativi, sono stati adottati nonostante
manchino - a tutt’oggi - i regolamenti ai quali le circolari fanno
riferimento, i pareri sui regolamenti e, soprattutto la formale
adozione del piano programmatico che, ex art. 64 L. 133/08, è il
presupposto necessario dei regolamenti. Già sul piano programmatico
infatti sorge qualche dubbio di legittimità.
Infatti il piano
programmatico è un atto presupposto dei regolamenti attuativi dell’art.
64 e deve però essere formalmente adottato dopo l’acquisizione dei
pareri della Conferenza Unificata e delle Commissioni Parlamentari; il
Ministero ha acquisito detti pareri sulla base di uno “schema” che
ovviamente non poteva essere il piano; dopo tali pareri il piano, che è
il documento base di tutti i regolamenti, doveva essere adottato
formalmente, si suppone con D. I. di concerto con il Ministro
dell’Economia e delle Finanze. Non risulta però che acquisiti i pareri
sopraindicati, il Ministro abbia adottato con un provvedimento formale
il piano.
Dopo di che sono circolate diverse “bozze” di Regolamenti, mai formalmente approvate in versione definitiva.
A
questo punto è chiaro che la C.M. n. 4 del 16 gennaio 2009, quella che
detta istruzioni e “indicazioni” sulle iscrizioni ai vari modelli
organizzativi, è una circolare applicativa di regolamenti inesistenti.
Il
primo a sapere che la Circolare in questione, sul piano formale, è
viziata da illegittimità, non può essere che il direttore generale
Mario Dutto, del quale conosciamo (appunto) il rigore e la sensibilità
(non è un caso, infatti che i modelli di iscrizione allegati sono
proposti “a titolo indicativo”…).
Ribadiamo: la C.M. è applicativa
di regolamenti che allo stato non esistono perché devono ancora essere
pronunciati i prescritti pareri della Conferenza unificata e del
Consiglio di Stato; peraltro, come si è prima rilevato, manca anche
l’adozione formale del piano programmatico.
Per queste ragioni la
C.M. può considerarsi illegittima perché priva dei necessari
presupposti (piano programmatico formalmente adottato, i pareri
previsti dall’art. 64 ed i regolamenti), ma soprattutto non può avere
alcuna efficacia vincolante soprattutto per quanto concerne la domanda
che è un atto dei genitori e degli studenti che sono vincolati dalle
norme vigenti e non da quelli ancora in fieri. L’Amministrazione,
quindi, può soltanto stabilire con efficacia vincolante i tempi per la
presentazione della domanda di iscrizione, ma non può imporre modelli
didattici e condizioni che nella normativa attualmente vigente non
esistono
La C.M. prevede specifici modelli didattici (riduzione
del tempo scuola, abolizione delle compresenze, ecc.) che costituiscono
una illegittima invasione del potere esecutivo nella sfera della
didattica che deve essere demandata agli organi della scuola., secondo
quanto prevedono le norme sull’autonomia delle istituzioni scolastiche
(regolamento, Dpr n.275/1999).
A queste considerazioni si
aggiunge il fatto che i dirigenti scolastici non sono più, come un
tempo, i terminali (presìdi periferici) dell’amministrazione centrale,
meri esecutori di norme e direttive calate dall’alto. L’autonomia
conferisce alle scuole alcune competenze esclusive, fra cui le modalità
di organizzazione dei docenti.
Per questo abbiamo sostenuto che
sta alle scuole proporre i modelli organizzativi che intendono attuare.
Nell’ambito, ovviamente, di quelli previsti dalla normativa. Ma con la
facoltà - da parte del consiglio di istituto - di poter individuare tra
le opzioni possibili quelle che la scuola ritiene più funzionali
rispetto alla propria storia, alla propria esperienza didattica ed al
proprio Piano dell’offerta formativa. Appunto.
E’ assolutamente
corretto e doveroso informare i genitori sui modelli previsti e sulle
“opzioni” previste dalla normativa (di quella vigente ed anche di
quella “in fieri”, fornendo elementi obiettivi di conoscenza di quanto
sta avvenendo, sul piano giuridico e amministrativo). Ma è altrettanto
legittimo precisare anche quali sono i modelli che la scuola -
ripetiamo, nell’ambito delle opzioni possibili, ma soprattutto
nell’ambito del proprio Piano dell’offerta formativa - intende attuare.
(In questo senso, anche i modelli prestampati per le iscrizioni
debbono, a nostro avviso, essere coerenti con le deliberazioni degli
organi collegiali in proposito e riflettere le opzioni orarie e
organizzative previste dal POF).
Per questo abbiamo sostenuto
che non è il caso, in questo contesto politico e normativo, di essere
più realisti del re. Non ci sembra proprio opportuno.
Gianni Gandola e Federico Niccoli
Nuove iniziative comitati viareggini.