Mozione della Scuola secondaria di 1°grado “G. Bella”di Acqui Terme

Anche il Collegio docenti della scuola media “G.Bella” di Acqui Terme (AL) ,in data 30/10 ha approvato la mozione contro il provvedimento inserito nel Decreto stabilità

Le legge di stabilità, approvata dal Consiglio dei ministri l’11/10/2012, prevede l’innalzamento dell’orario di lavoro degli insegnanti di scuola secondaria di I e II grado da 18 a 24 ore, senza un corrispettivo aumento di stipendio. Vari i motivi per dire no a tale proposta:

Il lavoro settimanale degli insegnanti non si esaurisce con le diciotto ore: esse sono soltanto la punta di un iceberg che comprende ore di preparazione, documentazione, correzione compiti, incontri collegiali di programmazione, collegi docenti ,incontri con i genitori;

dato che la riforma in oggetto risponde a criteri economici e non didattici, cioè si inserisce in una volontà di risparmiare fondi destinati alla scuola, è presumibile che queste ore siano utilizzate per coprire supplenze breve e spezzoni orari con un consistente taglio di organici di insegnanti e personale ATA;

è discutibile che la proposta di riforma voglia allineare l’Italia agli altri paesi europei: non ci sono sostanziali differenze di orario, ma si registrano invece significative differenziazioni nelle retribuzioni in quanto i docenti italiani percepiscono gli stipendi più bassi d’Europa;

aumentando le ore di insegnamento per i docenti non si migliora la qualità della scuola: con più classi da preparare e gestire si ridurrebbero le ore destinate alla preparazione, alla correzione, ma anche al dialogo formativo e costruttivo per i ragazzi; docenti frustrati, malpagati e “soffocati “dal carico di lavoro sempre più oneroso non potranno essere per le future generazioni una presenza professionale e formativa;

la proposta di riforma, oltre che nel contenuto è inaccettabile anche nel metodo, perchè , in aperto spregio del diritto e della Costituzione, interviene su una materia che è regolata da contratti liberamente sottoscritti tra le parti e impone dall’alto prestazioni di lavoro che non sono previste dal CCNL attualmente in vigore.

Contro questo provvedimento proponiamo l’astensione dalle prestazioni aggiuntive oltre l’orario d’obbligo del personale docente. In particolare:

astensione da ogni forma di collaborazione, anche volontaria, che normalmente si presta per la buona riuscita delle attività didattiche e di funzionamento.