IO NON CI STO
Bologna,
2009-02-02
Il 14 febbraio il camper per difendere la scuola pubblica riparte da Bologna
partirà da piazza Nettuno il giorno di San Valentino per girare in tutte le scuole di Bologna e nelle piazze della provincia
I camper delle segreterie macinano strada. Dopo
aver girato in lungo e in largo per il milanese fino al giorno 14
febbraio la difesa itinerante della scuola pubblica passerà il
testimone a Bologna. Il giorno di San Valentino infatti Piazza Nettuno
e piazza Duomo saranno idealmente lontane solo pochi metri.
Qui di seguito l'artico di Repubblica.
Partiranno, genitori e maestri, da piazza Nettuno il giorno di San
Valentino. In camper. Per girare in tutte le elementari e medie di
Bologna e nelle piazze dei comuni della Provincia nei giorni delle
iscrizioni a scuola. A difesa del tempo pieno cancellato dal
ministro Gelmini e di una scuola statale di qualità. Per farlo
distribuiranno materiale informativo e dei moduli aggiuntivi per
iscrivere alle classi prime o confermare alle classi successive i
figli.
In questi fogli, che i genitori dovranno consegnare insieme al
modulo distribuito nelle segreterie delle scuole, viene ribadita la
richiesta del tempo pieno o del modello a «modulo» così come esiste
già. Ovvero, nel caso del tempo pieno, 40 ore, con due insegnanti
contitolari, specializzati per aree disciplinari, che per quattro
ore a settimana insegnano insieme nella stessa classe (le
cosiddette «compresenze» che l´ultimo regolamento ministeriale
elimina) per permettere i recuperi, i laboratori, le uscite
didattiche, il teatro.
Una volta raccolti i moduli «alternativi» il camper andrà a Roma,
riunendosi in una manifestazione nazionale con le scuole di altre
città, a consegnare le richieste delle famiglie al Ministero
all´istruzione. La scelta della data per la partenza del camper non
è stata casuale. Quel giorno apriranno le iscrizioni ed è pure la
festa dei fidanzati. «Sarà il nostro atto di amore per la scuola
pubblica», spiegano genitori e insegnanti. L´iniziativa è stata
lanciata venerdì sera al cinema Perla. Tutto esaurito in sala,
gente in piedi, bambini nell´atrio con gli animatori. «Faremo
vedere cosa veramente i genitori vogliono», spiega la maestra
Fiorella, a nome dell´Assemblea delle scuole, dal palco davanti a
più di cinquecento persone.
«Vogliamo che le famiglie, anche chi ha già i figli alle
elementari, siano informate sulle possibilità che hanno per
contrastare una riforma che non garantisce più il tempo pieno».
Tutto è legato alla partita degli organici: i tagli peseranno sulla
scelta del modello di scuola, che sarà garantito solo in base alle
disponibilità di cattedre. Ma genitori e maestri, quelli della
Notte bianca, delle occupazioni e delle manifestazioni in piazza -
con la Moratti, Fioroni, la Gelmini - non si danno per vinti. Una
delegazione incontrerà giovedì prossimo il direttore scolastico
regionale Luigi Catalano.
Domani (ore 17.30) al Baraccano c´è un incontro sulla scuola del Pd con Andrea De Maria, Mariangela Bastico, Albertina Soliani e il candidato sindaco Delbono. Durante la serata al cinema di porta San Donato il preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Guerra, dopo il film documentario «Una scuola con i fiocchi» che ha raccolto voci e volti della protesta, ha smascherato le «bugie» del ministro Gelmini. A partire dai luoghi comuni più resistenti: «Non è vero che spendiamo di più in istruzione, è il contrario; non è vero che gli insegnanti sono troppi: sono ventimila in meno a fronte di duecentomila studenti in più. Inoltre noi, per fortuna, abbiamo nelle scuole i bambini disabili; in Germania, dove questa integrazione non esiste, gli insegnanti di sostegno sono pagati dal Ministero alla sanità».
Applausi. E commozione dopo la lettura dell´attrice Elena Guidotti del monologo di Mario Ambel dedicato a Jannacci e Gaber «Qualcuno mette i voti». E qualcuno continua a non farlo.
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