DIMENSIONAMENTO
Milano,
2011-10-23
La Gelmini spinge a sinistra (la virgola di 3 posti)
A partire da 5.909.675 alunni, dividendo per 1.000, saltano fuori 5.910 istituti per infanzia e primo ciclo, 1.300 in meno di quelli attualmente esistenti. La posta in gioco: risparmiare 170 milioni.
In seguito ai ricorsi presentati alla Corte costituzionale da alcune Regioni in merito all'applicazione del comma 4, articolo 19 della legge n. 111/ 2011, che impone la formazione di istituti comprensivi, costituiti da scuole dell'infanzia e del primo ciclo, con almeno 1.000 alunni, il MIUR è passato al contrattacco. Con una nota del 7 ottobre, pur riconoscendo che il dimensionamento scolastico è materia di esclusiva competenza delle Regioni, ha ordinato ai Direttori degli Uffici scolastici regionali di esercitare tutte le pressioni del caso nei confronti delle rispettive Regioni affinché le reti scolastiche siano definite nel rispetto delle nuove disposizioni.
Alla nota è stata allegata una tabella che stabilisce il numero "ideale" di istituti per ogni provincia. Complessivamente gli istituti che comprendono scuole dell'infanzia e del primo ciclo dovranno passare da 7.210 a 5.910, con una riduzione di 1.300 unità. Questa operazione permetterà allo Stato di risparmiare circa 170 milioni di euro attraverso la riduzione del numero di dirigenti scolastici, DSGA e collaboratori scolastici. Come al solito il MIUR vuole perseguire solo obiettivi di carattere economico, disinteressandosi completamente di qualsiasi aspetto didattico e educativo.
Per stabilire il numero "ideale" il MIUR ha fatto una semplice operazione. Per determinare la base di calcolo ha moltiplicato per 2 il numero di alunni frequentanti le scuole dei comuni situati in montagna o nelle piccole isole (1), e ha poi aggiunto il numero di alunni frequentanti le altre scuole. Il risultato è pari a 5.909.675. A questo punto ha diviso per 1.000, cioè per il numero di alunni minimo per istituto, ottenendo in questo modo il numero "ideale": 5.909,675 che approssimato per eccesso è diventato 5.910.
E' proprio così: la Gelmini spinge a sinistra, ma solo la virgola di 3 posti.
Il ministro ha progettato la demolizione dell'intera rete scolastica, ha innescato un conflitto istituzionale con le Regioni e rischia di essere bocciato ancora una volta, dopo la sentenza n. 200 del 2 luglio 2009, dalla Corte costituzionale. Tutto questo solo per risparmiare 170 milioni.
In ogni caso il quadro legislativo è decisamente sfavorevole al ministro. Non esiste un nuovo regolamento per il dimensionamento scolastico, quello attualmente in vigore è il DPR 18 giugno 1998, n. 233 che fissa a 500 il numero minimo e a 900 il numero massimo di alunni per la costituzione di istituti comprensivi.
L'intesa in sede di Conferenza unificata, prevista dal DPR 20 marzo 2009, n. 81, non è stata raggiunta, e senza intesa non può esserci un nuovo regolamento.
Nonostante questo i Comuni stanno definendo piani di dimensionamento che rispettano la "nuova" norma, invece di quella "vecchia" tuttora vigente. Comportamento apparentemente inspiegabile, se non si pensa a quanto il patto di stabilità interno stia strangolando i Comuni, e quanto questi siano disposti a eseguire in silenzio ordini impartiti dallo Stato, pur di riuscire a ottenere in cambio qualche deroga.
Ancora una volta toccherà quindi alle scuole, attraverso le delibere dei propri organi collegiali, prendere posizione contro l'ennesimo attacco alla Scuola Pubblica.
Milano, 24 ottobre 2011
(1) La moltiplicazione per 2 è necessaria perché il comma 4, articolo 19 della legge n. 111/2011 prevede nei comuni situati in montagna o nelle piccole isole, la costituzione di istituti comprensivi con almeno 500 alunni e non 1.000.
CONSIGLIO DI ZONA 3 MILANO