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Il comma 4 dell'articolo 19 del DL n. 98/2011 convertito con modifiche dalla Legge n. 111/2011 è incostituzionale
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La norma da rispettare e che sarebbe dovuta essere rispettata è quella prevista dal comma 2, dell'art. 2, del DPR n. 233/1998: le scuole autonome devono avere almeno 500 alunni e al più 900.
Riduzione da 10.213 a 9.200 istituzioni scolastiche
di red
A partire da 5.909.675 alunni, dividendo per 1.000, saltano fuori 5.910 istituti per infanzia e primo ciclo, 1.300 in meno di quelli attualmente esistenti. La posta in gioco: risparmiare 170 milioni.
Direi proprio no. L'unico effetto che potrebbe produrre è la distribuzione nel tempo del danno, ma non certo la rimozione o al limite la riduzione del danno stesso.
la normativa vigente
Disposizioni concernenti la riorganizzazione della rete scolastica, la formazione delle classi e la determinazione degli organici del personale della scuola
Per acquisire o mantenere la personalità giuridica gli istituti di istruzione devono avere, di norma, una popolazione, consolidata e prevedibilmente stabile almeno per un quinquennio, compresa tra 500 e 900 alunni
Disposizioni riguardanti la riorganizzazione della rete scolastica.
il ricorso delle regioni alla corte costituzionale
La Giunta regionale ha deciso di sollevare davanti alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’art.19, comma 4 e 5 del D.L. n.98/2011, convertito in Legge 15 luglio 2011,n.111 (organizzazione scolastica) in riferimento all’art.117 comma 3 della Costituzione
La Regione Toscana, insieme alle altre Regioni italiane governate dal centrosinistra, presenta ricorso alla Corte Costituzionale contro un articolo (il 19) della manovra finanziaria di luglio
La Regione Emilia-Romagna ha deliberato di ricorrere alla Corte Costituzionale contro le disposizioni, contenute nella manovra finanziaria del Governo varata il 15 luglio scorso
La Regione Umbria ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale per la dichiarazione di illegittimità dei commi 4 e 5 dell’art 19 del decreto legge n.”98/2011”
le competenze delle regioni
Programmazione da parte delle Regioni della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali
le competenze di province e comuni
Redazione dei piani di organizzazione della rete scolastica da parte di Province e Comuni, in relazione agli ambiti di competenza
I criteri per definire i requisiti dimensionali
I requisiti dimensionali ottimali per l'attribuzione della personalità giuridica e dell'autonomia alle istituzioni scolastiche sono individuati in rapporto alle esigenze e alla varietà delle situazioni locali e alla tipologia dei settori di istruzione compresi nell'istituzione scolastica
piani di dimensionamento
Le Regioni intendono raggiungere l'obiettivo entro l'anno scolastico 2014/2015, mantenere le direzioni didattiche e le scuole medie, oggi autonome, utilizzando i parametri numerici (1.000 o 500) come media regionale di riferimento.
ANCI Lombardia invita i Comuni a non procedere con soluzioni forzate, ma di attendere che vengano definiti i criteri dalla
Conferenza delle Regioni
Per quanto attiene all’attuazione dell’articolo 19 c. 4 della legge 111/2011 si chiede alle amministrazioni provinciali di procedere all’inoltro di una relazione descrittiva entro e non oltre il 15 novembre che evidenzi puntualmente le maggiori criticità emergenti dall’attuazione della previsione normativa
Legge n. 111 del 15 luglio 2011
A decorrere dall'a.s. 2011/2012 le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado sono aggregate in istituti comprensivi. Tali istituti per essere autonomi devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni. Alle istituzioni scolastiche autonome con meno di 500 alunni non sarà assegnato un dirigente scolastico, ma un reggente.
Fino a quando non verranno attivati gli opportuni confronti e interlocuzioni in sede di Conferenza Unificata Stato - Regioni, nessun intervento o aggregazione di istituti potrà essere disposto.
Considerato che la norma risponde a finalità di contenimento della spesa e al raggiungimento dell'obiettivo della stabilizzazione della finanza pubblica, le SS.LL., ai fini della definizione dei piani di dimensionamento relativi all'anno scolastico 2012/2013, sono invitate ad assumere immediati contatti (qualora non ancora posti in essere) con i competenti Uffici regionali affinché venga data sollecita applicazione alla richiamata disposizione.
Il piano di dimensionamento del MIUR prevede che il numero di istituzioni scolastiche dell'infanzia e del primo ciclo debba diminuire di 1.300 unità (- 18%)
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CHE FARE?
il nuovo regolamento non e' ancora stato emanato
In questi anni l’applicazione del DPR n. 81/09 è stata legittima?
Conclusivamente, poiché si è in presenza di disposizioni che, nei limiti innanzi
precisati, non sono riconducibili alla categoria delle norme generali di cui all'art. 117,
secondo comma, lettera n), Cost. e non possono, quindi, formare oggetto di disciplina
regolamentare da parte dello Stato, deve essere dichiarata la illegittimità costituzionale delle
lettere f-bis) e f-ter) del comma 4 dell'art. 64 del d.l. n. 112 del 2008, aggiunte entrambe
dalla relativa legge di conversione n. 133 del 2008,
Criteri per la revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il
Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro per i
rapporti con le regioni, promuovono, entro il 15 giugno 2009, la stipula di un'intesa in sede di Conferenza unificata per disciplinare l'attività di dimensionamento della rete scolastica
Criteri e parametri relativi al dimensionamento delle istituzioni autonome
milano aprile 2012
Riduzione da 88 a 72 istituzioni scolastiche
7 giugno 2012
milano ottobre 2011
Le istituzioni scolastiche dell'infanzia e del primo ciclo diminuiscono di 15 unità (- 17%)
Nel dichiararVi la disponibilità mia e dei miei uffici a tutti gli approfondimenti del caso, vi chiedo per la città di Milano una formale deroga ai tempi per la deliberazione di Giunta rinviando di un anno il termine previsto
Nella seduta del 20 ottobre il Consiglio di zona 3 ha approvato la delibera proposta dalla Commissione Educazione e Istruzione Pubblica che esprimendo perere contrario chiede una deroga sui tempi definiti
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