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Accordo separato del Pubblico Impiego del 4 febbraio 2011

by danilo molinari last modified 2011-02-06 22:38

Il 4 febbraio CISL, UIL, CIDA, CONFSAL, UGL e USAE hanno sottoscritto con il Governo un’intesa "per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego". La CGIL e altri sei sindacati non hanno firmato.

Il 4 febbraio CISL, UIL, CIDA, CONFSAL, UGL e USAE hanno sottoscritto con il Governo un’intesa “per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego. La CGIL e altri sei sindacati non hanno firmato.

L’accordo e diviso in cinque punti.

Il primo di carattere generale descrive in quale quadro si colloca l’intesa e qual è il suo principale obiettivo.

Dal punto di vista normativo i riferimenti sono l’accordo separato sul nuovo modello contrattuale per il settore pubblico siglato il 30 aprile 2009 e il decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009.

I firmatari intendono definire “un sistema di relazioni sindacali che persegua condizioni di produttività ed efficienza del pubblico impiego”, prima della stipulazione dei nuovi contratti collettivi nazionali, per il momento bloccati per effetto della legge n. 122 del 30 luglio 2010.

Nel secondo, terzo e quarto punto l’intesa definisce come transitoriamente, in assenza dei rinnovi contrattuali, debba essere applicato l’art. 19 del decreto legislativo n. 150/2009.

Art. 19 del decreto legislativo n. 150/2009

L’art. 19 del decreto legislativo n. 150/2009 prevede che in ogni singola amministrazione il relativo “Organismo indipendente di valutazione della performance” compili una graduatoria delle valutazioni individuali del personale, distribuendo il personale stesso in differenti livelli. Il livello alto deve essere costituito dal 25% del personale, quello intermedio dal 50% e quello basso dal 25%. Il salario accessorio destinato a premiare la performance individuale deve essere distribuito destinandone il 50% al livello alto e il restante 50% al livello intermedio. Per il livello basso non è previsto nessun compenso.

Per Scuola e AFAM l’art. 74 del decreto legislativo n. 150/2009 esclude la costituzione dell’Organismo indipendente di valutazione delle performance e di conseguenza la graduatoria “25% - 50% - 25%”. Il medesimo articolo prevede che mediante decreto del presidente del consiglio dei ministri si definiscano la misurazione della performance e i relativi premi, per i docenti di Scuola e AFAM e per i tecnologi e i ricercatori degli enti di ricerca. Il decreto in questione non è ancora stato approvato, ne circola però in rete una bozza da ritenersi attendibile.

Non è ancora chiaro cosa sia previsto per il personale ATA di Scuola e AFAM: da una parte non rientra in quanto previsto per i docenti e dall’altra non rientra in quanto previsto per le altre amministrazioni,  visto che è esclusa per questi comparti la costituzione dell’Organismo di valutazione.

L’intesa stabilisce che “le retribuzioni complessive, comprensive della parte accessoria, conseguite dai lavoratori nel corso del 2010, non devono diminuire per effetto dell’applicazione dell’art. 19 del d.lgs 150 del 2009.”. Si esclude quindi che parte del salario accessorio possa essere distribuito secondo quanto previsto dall’art. 19. L’art. 19 non potrà produrre quindi la diminuzione delle retribuzioni, non si esclude però che altro possa produrlo. L’intesa infatti non afferma che le retribuzioni non devono in generale diminuire, ma che non devono diminuire per effetto dell’art. 19.

L’intesa stabilisce inoltre che “Sono fatti salvi gli effetti del decreto interministeriale n. 3 del 14.01.2011.”

Decreto interministeriale n. 3 del 14 gennaio 2011

Come è ormai noto da tempo la legge n. 133 del 6 agosto 2008 ha previsto per la Scuola la riduzione di 132.000 posti di lavoro nel triennio 2009 – 2011. Per il momento sono stati tagliati 97.000 posti e per quest’anno è previsto il taglio dei restanti 35.000. La stessa legge prevede che per effetto dei tagli saranno risparmiati quasi 8 miliardi e che di questi il 30%, un po’ più di 2 miliardi, deve essere destinato “a incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall’anno 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno scolastico.”.

La legge n. 122 del 30 luglio 2010 oltre a prevedere per 3 anni il blocco dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego, prevede sempre per 3 anni il blocco degli scatti per i lavoratori della Scuola. Inoltre la stessa legge ha svincolato la destinazione del 30% dei risparmi previsti dalla legge n. 133/2008 prevedendone un generico utilizzo per la Scuola da definirsi mediante decreto interministeriale.

Il decreto interministeriale n. 3 del 14 gennaio 2010, dando seguito a quanto previsto dalla legge n. 122/2010, ha destinato il 30% dei risparmi previsti dalla legge n. 133/2008 e accertati nel 2010, pari a 351 milioni: “al recupero dell’utilità dell’anno 2010 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali e dei relativi incrementi economici del personale docente, educativo e ATA” (320 milioni) e all’attivazione “di due progetti di sperimentazione” uno per la valutazione delle scuole e l’altro per premiare gli insegnanti (31 milioni).

Per sanare parzialmente il blocco degli scatti e per premiare il merito di scuole e docenti verranno quindi utilizzati i risparmi accumulati licenziando decine di migliaia di lavoratori precari della scuola.

L’amministrazione per effetto del blocco triennale degli scatti ha previsto di risparmiare fino al 2050 circa 18 miliardi. Per far rientrare il blocco degli scatti sarebbero quindi necessari 18 miliardi. In particolare 320 milioni nel 2011, già destinati a tale scopo dal decreto interministeriale, 640 nel 2012 e 960 nel 2013. Se così come previsto dal decreto interministeriale stesso il 30% dei risparmi previsti dalla legge n. 133/2008, accertati anno per anno, fosse “prioritariamente” e totalmente destinato al recupero degli scatti, si potrebbe sanare la situazione solo fino al 2013. Per garantire nel tempo gli incrementi economici previsti dagli scatti sarebbero però ancora necessari altri 16 miliardi. Per il momento quindi non ci sono garanzie e di questo i lavoratori se ne sono resi conto confrontando il cedolino dello stipendio del mese di dicembre 2010 con quello di gennaio 2011 e rendendosi conto che il termine del passaggio alla fascia stipendiale successiva è stato differito di 2 anni.

L’accordo quindi prevede che, al di fuori di qualsiasi ambito negoziale, lavoratori della scuola percepiscano salario accessorio per effetto della sperimentazione della valutazione delle scuole e della premialità dei docenti.

Per le amministrazioni pubbliche per le quali è prevista la costituzione dell’organismo di valutazione, l’intesa prevede che per l’applicazione dell’art. 19 del decreto legislativo n. 150/2009 siano utilizzate “esclusivamente le risorse aggiuntive derivanti dall’applicazione” dell’art. 61 della legge n. 133/2008. Anche in questo caso tutto si verificherà al di fuori di qualsiasi ambito negoziale.

Gli effetti dell’applicazione dell’art. 19 del decreto legislativo n. 150/2009, nei termini fissati dall’accordo stesso, saranno analizzati e monitorati da apposite commissioni paritetiche cioè una sorta di organismi bilaterali, così come previsto dall’accordo separato del 30 aprile 2009.

Il quinto e ultimo punto dell’intesa stabilisce che in tempi brevi verrà avviato il confronto tra le parti per definire un accordo quadro sulle sistema di relazioni sindacali.

Il Governo si è impegnato a definire entro 15 giorni un atto di indirizzo all’ARAN per la stipulazione di un accordo quadro che regoli il sistema di relazioni sindacali, alla luce dell’accordo separato sul nuovo modello contrattuale per il settore pubblico siglato il 30 aprile 2009 e del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009.

Il percorso che i firmatari dell’accordo hanno intenzione di avviare è quindi completamente diverso da quello proposto dalla CGIL con il documento “Democrazia e Rappresentanza” approvato dal Comitato Direttivo Nazionale il 15 gennaio 2011.

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Decreto interministerilae previsto dall'art. 8, comma 14 del Decreto Legge n. 78/10 convertito nella Legge n. 122/10    
"La somma di euro 31 milioni è utilizzata per l’attivazione di due progetti di sperimentazione, uno relativo alle modalità, criteri e strumenti per la valutazione delle scuole per i processi di miglioramento della didattica e l’altro per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all'interno di una scuola."
Proposta di progetto sperimentale per la valutazione delle scuole    
Il progetto sarà proposto a tutte le scuole medie delle province di Pisa e Siracusa.
Bozza del DPCM previsto dall'art. 74, comma 4, del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009    
Definizione dei limiti e delle modalità di applicazione del sistema di misurazione, valutazione, trasparenza della performance al personale docente ed educativo degli istituti e scuole del primo e secondo ciclo di istruzione e delle istituzioni educative, a quello delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, nonché ai tecnologi ed ai ricercatori degli enti di ricerca.
Democrazia e Rappresentanza   260.4 kB 
Documento approvato dal Comitato Direttivo Nazionale della CGIL del 15 gennaio2011
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