CGILCHEVOGLIAMOFLC
Roma,
2011-07-06
No all'accordo interconfederale del 28 giugno 2011
Documento de La CGIL che Vogliamo al Direttivo Confederale 5.7.2011
L'Area programmatica La
CGIL che Vogliamo esprime un giudizio negativo sull'accordo
interconfederale tra Confindustria CGIL CISL UIL del 28 giugno 2011
per le seguenti ragioni:
- Tutto l'impianto di validazione
degli accordi nazionali e aziendali non prevede l'espressione del
voto dei lavoratori. Ed è la prima volta che i la CGIL accetta
che possa essere negata la libera
espressione della volontà
dei lavoratori.
- La validazione a maggioranza semplice delle
organizzazioni esclude l' agibilità dell'organizzazione
dissenziente, avalla la pratica degli accordi separati,rischia di
determinare una
balcanizzazione delle relazioni
sindacali,condizionano la stessa libertà di iscrizione al
sindacato.
- Si afferma la coesistenza di rappresentanze
sindacali elette da tutti i lavoratori(RSU) e rappresentanze
sindacali designate dalle organizzazioni(RSA), di fatto abbandonando
l'obiettivo della generalizzazione delle RSU, come previsto nella
legge del P.I e nell'accordo interconfederale del 23 luglio 1993.
-
Nella fase transitoria le contrattazioni aziendali possono derogare
dalle norme del contratto nazionale, prefigurando nei fatti la
modifica del contratto nazionale come fonte del diritto su materie
fondamentali quali la prestazione lavorativa, gli orari,
l'organizzazione del lavoro. In sintesi, questo accordo conferma e
rafforza quanto contenuto nell'accordo separato del 2009. Inoltre,
per la prima volta, l'accordo afferma che i contenuti della
contrattazione aziendale possano essere definiti per legge.
-
Si prevedono inaccettabili tregue sindacali vincolanti e dunque
sanzionabili anche nel caso di accordi separati. Un'organizzazione
non firmataria di accordo non può chiedere il voto dei
lavoratori e non può nemmeno chiamarli allo sciopero, pena
sanzioni.
- L'allegato accordo endosindacale non solo non è
risolutivo delle questioni aperte sulla democrazia e partecipazione
dei lavoratori ma non ha nessuna validità davanti alle
controparti, come dimostra
l'accordo del commercio che non ha
impedito due contratti separati.
- La gestione della
trattativa che ha condotto a questo accordo non ha previsto nessun
coinvolgimento delle strutture pure direttamente interessate, aprendo
un'ulteriore ferita nel tasso di democrazia della vita interna
dell'Organizzazione.
L'accordo, contravvenendo a se stesso,
non sarà sottoposto al voto dei lavoratori.
La CGIL che Vogliamo rivendica la necessità di una consultazione degli iscritti CGIL con regole chiare e trasparenti, in una campagna di assemblee nelle quali siano esplicitate le differenti posizioni.