NELLA FLC
Roma,
2011-03-10
No alla revoca del 25 marzo
Dichiarazione politica dell'area CGIL che vogliamo nella FLC al Comitato Direttivo Nazionale della FLC del 10 marzo 2011.
Non comprendiamo quale razionalità ci sia nella decisione di revocare lo sciopero di categoria proclamato dalla FLC per il 25 marzo. Revoca che giunge nello stesso giorno in cui ha cominciato a circolare la bozza dei tagli alla scuola per il 2011-2012, e il giorno prima che il presidente Napolitano, in visita ai laboratori Cern di Ginevra, si scagliasse "contro i tagli col machete sulla spesa pubblica" che sacrificano la ricerca.
Nella scuola, il prossimo anno, a livello nazionale verranno soppressi 19.700 cattedre e 14.000 posti ATA. E' chiaro che si tratta, tra l'altro, del colpo finale al tempo pieno. Non possiamo credere che la FLC si sia rassegnata a questa vergognosa operazione di demolizione! La cancellazione di queste migliaia di posti, che si aggiunge a quella degli anni precedenti, in un sol colpo allargherà pesantemente la piaga della disoccupazione e si ripercuoterà sulla qualità del servizio pubblico, con l'affollamento delle classi, l'allentamento delle condizioni di sicurezza e l'aumento dei carichi di lavoro. Non possiamo neppure credere che la FLC, come hanno fatto vergognosamente molte altre sigle sindacali, si disponga ad accettare questi licenziamenti come merce di scambio per racimolare investimenti nel settore sotto forma di premi salariali (ma solo per una parte di docenti) o come ripristino degli scatti (ma solo per quelli di ruolo).
Il 6 maggio ci sarà lo sciopero generale: bene! è una richiesta che avanziamo da tempo, insieme a quella però che tale sciopero sia caratterizzato con parole d'ordine e sia indetto in tempi utili per i settori della conoscenza (tra cui in particolare la scuola), che dalle politiche governative sono stati particolarmente massacrati. Per il 6 maggio i tagli agli organici saranno cosa fatta; per la scuola quindi quella data è assolutamente tardiva.
La scuola ha assoluta necessità di farsi sentire anche e ben prima del 6 maggio: il 25 marzo era ed è il tempo giusto, l'ultima scadenza possibile specialmente nella battaglia contro i tagli e i licenziamenti. Almeno per la scuola, se non per tutti i settori della FLC del pubblico impiego, la data del 6 maggio non è buona, perché sarà uno sciopero del tutto privo di quelle caratteristiche di autonoma lotta e rivendicazione sindacale che il 25 marzo invece ha. Questa data è un buon momento per lo sciopero di categoria, perché si sono accumulati una serie di attacchi al salario e ai posti di lavoro, e inoltre perché le dichiarazioni di Berlusconi hanno innescato un'ondata di indignazione collettiva nel mondo della scuola che tra due mesi sarà inevitabilmente rifluita. Viceversa oggi il possibile successo delle manifestazioni del 12, nelle quali la FLC è giustamente protagonista, farebbe da trampolino al 25 marzo.
Chiediamo quindi con forza che la FLC riconfermi lo sciopero del 25 marzo almeno per la scuola, e lo qualifichi chiaramente come momento decisivo di lotta contro i tagli ai posti di lavoro e ai salari, contro il blocco dei contratti, contro gli accordi separati e le iniziative legislative che mirano a rimodellare le relazioni sindacali e la contrattazione sui dettami voluti da Brunetta e dal governo.
La CGIL che vogliamo nella FLC
Area programmatica della CGIL
Una scuola che fabbrica miseria