NELLA FLC
Roma,
2011-08-19
48 ore di sciopero contro la manovra
La proposta avanzata alla Segreteria nazionale FLC dalla "CGIL che vogliamo nella FLC" contro le iniquie manovre di luglio e agosto.
Alla segreteria della FLC CGIL
L'area "La Cgil che vogliamo" nella FLC chiede che il nostro sindacato si faccia carico di una rapida e incisiva azione di protesta contro le misure governative di luglio-agosto.
Tutte le misure prese dal governo sono ugualmente gravi e colpiscono le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Il taglio al trasferimento ai Comuni ed alle Regioni, ad esempio, si tradurrà nel tempo e in diversa misura in un aggravio impositivo locale anche sul lavoro dipendente. Ma vi sono misure che colpiscono in maniera diretta e immediata il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti. Per questo il sindacato deve battersi contro l'insieme delle manovre di luglio e agosto ed in particolare contro:
- la riduzione delle deduzioni Irpef riguardanti sanità, istruzione e mutui
- il blocco dei contratti del pubblico impiego
- l'assalto alla tredicesima mensilità
- il congelamento per due anni del Tfr
- la deroga ai contratti nazionali e all'articolo 18
- lo spostamento delle festività del 25 aprile, del primo maggio, del 2 giugno.
Le voci delle manovre di luglio e agosto che colpiscono i ceti a reddito più elevato costituiscono una percentuale irrisoria delle risorse complessive ricavate invece, in larga misura, direttamente o indirettamente, dal lavoro dipendente. Secondo il governo la crisi la deve pagare chi ha sempre fatto il suo dovere, chi ha sempre pagato le tasse, chi non ha tratto alcun profitto dai giochi della finanza. Per questo il sindacato deve battersi invece per:
- il drastico aumento del prelievo fiscale per la fascia più alta di reddito
- la tassazione dei patrimoni sopra il milione di euro
- l'aumento dell'Iva sui beni di lusso
- la trasformazione dell'evasione fiscale in reato penale e l'applicazione agli evasori fiscali dello stesso regime di esproprio previsto per i beni di origine mafiosa
- la riduzione delle spese militari
- l'eliminazione delle esenzioni fiscali sulle proprietà ecclesiastiche.
L'attacco al salario diretto e indiretto delle lavoratrici e dei lavoratori è senza precedenti. Per questo occorre una iniziativa sindacale che, al pari, sia senza precedenti e che miri a incidere sulla situazione in atto dando il chiaro segnale alla controparte che questa volta il sindacato fa sul serio. La già annunciata manifestazione della FLC e della FP prevista per il 22 ottobre non puó essere la risposta, perché tardiva e inadeguata.
Contro le manovre governative e a favore di politiche che colpiscano i ceti più abbienti, la FLC deve convocare per metà settembre uno sciopero di 48 ore di scuola, università e ricerca, a meno che la CGIL non convochi per lo stesso periodo uno sciopero generale che punti a fermare il Paese.
Area programmatica
La CGIL che vogliamo nella FLC