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La manovra "salva-Italia" non salva ma stanga lavoratrici e lavoratori

by redazione — last modified 2011-12-06 21:22

Lo sciopero del 12/12 contro la manovra Monti deve essere il primo passo di una mobilitazione più ampia che porti al ritiro della manovra, al rifiuto delle imposizioni europee e alle dimissioni del governo Monti.

Il Governo Monti sta per iniziare il lavoro che nessun politico nostrano ha avuto il coraggio di fare, mettere in campo i provvedimenti che la BCE richiedeva a gran voce; pensioni, tasse sulla casa, aumento dell'IVA e in un prossimo futuro licenziamenti facili.

Nonostante le parziali correzioni dell'ultima ora, la manovra del governo Monti "per salvare l'Italia" lungi dall'essere equa o dal favorire la crescita, colpisce ancora una volta e pesantemente lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati e si configura come recessiva, quindi inefficace al rilancio dell'economia e dell'occupazione.

Equità imporrebbe che le classi popolari non fossero per niente toccate, e che le risorse per la riduzione del debito e per gli investimenti venissero reperite colpendo le ricchezze, tassando i grandi patrimoni, le rendite e le transazioni finanziarie, combattendo veramente ed efficacemente l'evasione fiscale, riducendo drasticamente le spese militari e ridistribuendo la ricchezza.

Invece le annunciate manovre su casa, pensioni, IVA, ecc,, non vanno affatto in questa direzione e sono inaccettabili; inoltre si aggiungono ai precedenti tagli a servizi ed enti locali e ai blocchi salariali e preludono alla riforma del mercato del lavoro sul modello Marchionne-Ichino.

Siamo contrari alle ricette ispirate dal mondo finanziario, che prima ha causato la crisi in cui si dibatte il capitalismo mondiale e ora intende scaricarne come sempre il peso sulle classi popolari, sulle lavoratrici e sui lavoratori in termini di contenimento e riduzione di salari e pensioni, riduzione dei diritti, aumento delle tasse, smantellamento del welfare.

Di fronte a queste ingiustizie sempre più gravi riteniamo positiva l’iniziativa della segreteria nazionale CGIL di indire uno sciopero di 4 ore per lunedì 12 dicembre, nonostante da esso resti di fatto e purtroppo escluso il personale della scuola.

Crediamo che lo sciopero perderebbe la sua efficacia se non si prefigurasse come l’avvio di un percorso di mobilitazione e di protesta ben più ampio ed articolato, volto a chiedere il ritiro della manovra, il rifiuto delle imposizioni europee e le dimissioni del governo Monti.
 
La CGIL che vogliamo nella FLC