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Ancona, 2011-07-07

Odg del Direttivo FLC di Ancona

submitted by Paolo Virgili0 comment(s)
Ordine del giorno approvato dal Direttivo FLC di Ancona sul modello contrattuale e l'ipotesi di accordo interconfederale del 28 giugno 2011.

Il Direttivo della FLC di Ancona, riunitosi il 7 luglio 2011 presso la sede della CGIL in via 1° Maggio, ha valutato l’ipotesi di accordo interconfederale siglata il 28 giugno 2011 fra Confindustria e CGIL, CISL e UIL.

L’ipotesi di accordo, in premessa, afferma la centralità del contratto nazionale. Tuttavia, tale centralità, è contraddetta ai punti 7 e 8 dell’accordo, laddove si prevede:

  • la possibilità di stipulare accordi aziendali che modificano i contratti collettivi nazionali laddove gli stessi contratti nazionali lo prevedano;
  • la possibilità di stipulare accordi aziendali che modificano i contratti collettivi nazionali (in materia di orari e organizzazione del lavoro), anche se non previsto dal contratti nazionali, al fine di gestire “situazioni di crisi” o in presenza di “investimenti” da parte dell’impresa;
  • che gli accordi aziendali in deroga ai contratti nazionali, possono essere stipulati anche senza il ricorso obbligatorio al referendum fra i lavoratori;
  • la richiesta al governo di sgravi fiscali sugli aumenti retributivi derivanti dai contratti aziendali (e non su tutti gli aumenti contrattuali), che di fatto penalizza e svalorizza il contratto nazionale rispetto a quello aziendale.

Il Direttivo pertanto non condivide l’ipotesi di accordo ed esprime preoccupazione sulle conseguenze dell’accordo medesimo, in prospettiva anche nei settori dell’impiego pubblico e della conoscenza.

Il Direttivo ritiene che solo un contratto collettivo nazionale forte sia in grado di garantire regole, diritti e livelli retributivi validi per tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro; ritiene altresì che solo un contratto collettivo nazionale forte sia in grado di garantire una reale contrattazione di 2° livello, come dimostrano i comparti della conoscenza, rispetto al tentativo del ministro Brunetta di scippare ai lavoratori anche la contrattazione nei luoghi di lavoro.

E’ IL CONTRATTO NAZIONALE CHE DA’ FORZA AL CONTRATTO DI 2° LIVELLO, DIFFICILMENTE E’ IL CONTRARIO!

LA CGIL CHE VOGLIAMO
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