ODG del Direttivo FLC Bologna
submitted by Fabio Besia e Isabella Filippi — 0 comment(s)Il Direttivo provinciale FLC-CGIL di Bologna riunito il 27 gennaio 2011 esprime profonda soddisfazione per il successo dello sciopero generale dei metalmeccanici indetto in Emilia-Romagna dalla FIOM-CGIL e per la grande partecipazione di lavoratori e studenti alla manifestazione di Bologna, sostenuta anche dalla FLC. Il Direttivo provinciale della FLC rivolge alla FIOM, alle lavoratrici e ai lavoratori del settore metalmeccanico un caloroso ringraziamento per le dure lotte condotte e per lo straordinario risultato ottenuto nel referendum aziendale di FIAT-Mirafiori.
Quelle lavoratrici e quei lavoratori hanno condotto una vera e propria battaglia di civiltà e, con grande dignità e coraggio, respingendo intimidazioni di ogni sorta, hanno riportato il lavoro al centro del dibattito politico. La loro risposta è stata chiara: non possono essere tollerati né l’attacco alla democrazia sindacale né il peggioramento delle condizioni di lavoro, ma soprattutto non si possono cancellare conquiste sociali e diritti fondamentali, conquistati a prezzo di enormi sacrifici attraverso le grandi lotte del movimento operaio nel nostro Paese.
Nel contempo, tuttavia, le scelte governative contenute nella Legge di Stabilità, nel Collegato lavoro, nei provvedimenti Gelmini disegnano un quadro di riduzione di investimenti nei fattori qualitativi dello sviluppo, umiliano la Scuola, l’Università e la Ricerca, cancellano i diritti contrattuali dei lavoratori pubblici, riducono in qualità e quantità le prestazioni del Welfare, abbandonano senza un adeguato impianto di ammortizzatori sociali quei lavoratori e quelle lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro, preludono ad un ulteriore acuirsi della disoccupazione, precarizzano definitivamente le condizioni di lavoro dei giovani.
In questa fase è dunque fondamentale che la CGIL assuma una forte iniziativa di lotta, incentrata sulla riaffermazione del binomio lavoro-diritti, come cardine di uno sviluppo socialmente sostenibile, fattore di emancipazione, fondamento di democrazia e di libertà per l’intera società. Non è certo un caso che l’attacco congiunto di Governo e Confindustria si dispieghi oggi con così grande durezza all’interno delle fabbriche e delle scuole, contro i lavoratori dell’industria e quelli della conoscenza. Da qui passa infatti prioritariamente il progetto reazionario di una “normalizzazione” dei rapporti sociali in senso gerarchico e autoritario, evocata apertamente dal ministro Gelmini quando si compiace di avere “seppellito” con le sue riforme il ’68 nell’Università o da Marchionne quando dichiara “superato” il Contratto nazionale di lavoro, frutto delle lotte operaie dell’Autunno Caldo. Se scuola e fabbrica, i luoghi-simbolo della produzione materiale e della riproduzione immateriale, sono tornate ad essere l’epicentro del conflitto, il nostro impegno come FLC deve essere quello di sostenere e unificare le lotte in corso congiuntamente a tutte le Categorie, come è positivamente avvenuto oggi a Bologna.
E' essenziale tuttavia che a questo impegno si accompagni l’esplicita richiesta alla CGIL di dar seguito all'allargamento delle mobilitazioni e delle iniziative all'intera Confederazione, con la preparazione e la proclamazione in tempi brevi dello sciopero generale, come da tempo diverse istanze territoriali della categoria sollecitano.