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Non ci suicidiamo!

by Annalisa Petri — last modified 2010-02-09 23:30

Il Secondo Circolo di Viareggio (LU) ha respinto con 11 voti contrari, 3 favorevoli e 2 astenuti l'approvazione del programma annuale.

Sono la Presidente del Consiglio del Secondo Circolo di Viareggio (LU).

Ieri il Consiglio si é riunito per approvare il programma annuale. Il DSGA ha approntato tale bilancio secondo le indicazioni della Nota Ministeriale 14 dicembre 2009.
Ho portato un documento in cui ho cercato di evidenziare tutte le "irregolarità" che tale nota imponeva, l'ho esposto al consiglio e c'é stato un lungo dibattito. Ho proposto di non approvare il bilancio come segno forte da lanciare a chi sta strozzando le nostre scuole. La Dirigente ha opposto tutte le solite motivazioni di tipo burocratico-ammistrativo per cui noi eravamo OBBLIGATI ad approvare, nonostante tutto.

Dopo il dibattito il voto é stato il seguente: il programma annuale é stato respinto con 11 voti contrari, 3 favorevoli e 2 astenuti. La motivazione che la Dirigente dovrebbe aver comunicato oggi a chi di dovere é che "il Consiglio non respinge il bilancio per vizi di forma nella formulazione - che oggettiavmente rispetta quanto indicato dal MInistero - ma perché respinge la struttura stessa della Nota 14 dicembre e quanto in essa contenuto.

Non so che cosa ci aspetta adesso. E' vero che forse i progetti non saranno finanziati ( e comunque i soldi destinati al funzionamento didattico erano irrisori), forse arriverà un commissario ad acta e ci imporra un'approvazione coatta, forse ci denunceranno tutti. Sono, siamo comunque convinti della nostra scelta e dell'estrema necessità di lanciare segnali forti al governo.

Dire che c'é chi non é più disposto ad accettare passivamente la distruzione della scuola pubblica.

Vorremmo che il nostro gesto fosse di dominio pubblico e magari desse ad altri consigli la forza di fare altrettanto costringendo Ministero e Uffici Scolastici a rivedere le loro decisioni e a discutere con chi la Scuola la vive ogni giorno.
Vi invio il documento che ho portato in Consiglio e che, un pò riformulato perché pare che alcune affermazioni risultino "un pò forti", verrà inviato a tutti gli organi competenti, nonché agli organi di stampa che speriamo ce lo pubblichino.
Grazie dell'attenzione, 

 

Questo documento è stato presentato dalla Presidente del Consiglio del secondo Circolo Didattico di Viareggio (LU) al proprio Consiglio riunito in data 08/02/2010 per approvare il Programma annuale.

Premessa: nell’Articolo 34 della nostra Costituzione sta scritto che “La scuola è aperta a tutti” e che “ l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”.

Tutti noi sappiamo bene come l’approvazione del bilancio sia una scadenza fissa del Consiglio  nel corso della quale ci viene presentato un resoconto di cifre spesso poco comprensibili, allegati, quadri e quant’altro dove sono riportate cifre, numeri, entrate(poche), uscite (idem). Di quelle cifre sempre più spesso entità esigue vanno a coprire le attività che riguardano direttamente i nostri figli, i progetti, la didattica. Sempre più spesso siamo legati per la “sopravvivenza” al contributo volontario  dei genitori, alla vincita di un qualche concorso o alla buona volontà di enti e amministrazioni che  erogano piccole somme che permettono alle nostre scuole di funzionare. Ai genitori viene sempre più spesso chiesto di fornire alla scuola carta da fotocopie, pennarelli, carta igienica, scottex, sapone, materiale di consumo di ogni genere, insomma.

Già lo scorso anno dal Ministero non è arrivato un soldo da destinare al funzionamento didattico e amministrativo, cioè non sono arrivate cifre specificamente destinate a tale voce all’interno del bilancio. Abbiamo vissuto carenze nella copertura delle assenze brevi – e non solo – delle insegnanti, per problemi tecnici di “chiamata” ma, non neghiamolo, anche per carenza di fondi specifici.
Sembra impossibile, ma quest’anno la situazione finanziaria delle nostre scuole è ancora peggiore. Il bilancio che ci viene chiesto di approvare presenta GRAVI CARENZE DI RISORSE e deve essere redatto secondo indicazioni ministeriali quanto meno discutibili.

Tali indicazioni sono contenute nella “Nota Ministeriale” dello scorso 14 dicembre, in cui il Ministero detta le istruzioni ai DSGA su come istruire il Programma Annuale. Sottolineo fin d’ora che tale nota supera – pur NON essendo legge – le Indicazioni contenute nella normativa vigente in materia, ovvero il Decreto Interministeriale n. 44 del 2001.

Nello specifico la Nota Ministeriale,

  1. È stata inviata alle scuole oltre il termine del 15 dicembre 2009 di approvazione da parte del Consiglio di istituto del programma annuale 2010 e molto oltre il termine (31 ottobre) per la proposta al consiglio da parte della giunta esecutiva, del documento predisposto dal dirigente scolastico, termini fissati dall’art.2 del D.I. n.44/2001.
  2. Non utilizza il termine “dotazione finanziaria ordinaria di istituto”, previsto dall’art.1 del D.I. n.44/2001, che è sostituito da “risorsa finanziaria su cui codesta scuola può fare affidamento”. Infatti, il comma 7 dell’art. 2 del D.I. n.44/2001 stabilisce che “Ai fini della tempestiva elaborazione del programma l'ufficio scolastico regionale provvede a comunicare alle istituzioni scolastiche, anche sulla base dei finanziamenti assegnati per i precedenti esercizi, una dotazione certa di risorse finanziarie, fatte salve le eventuali integrazioni conseguenti all'approvazione della legge di bilancio dello Stato.” Tale norma non trova alcun riscontro nella nota, né per i tempi né per i contenuti. 
  3. Viola i parametri stabiliti dal DM n. 21 del 1 marzo 2007 (capitolone) che applica la legge finanziaria del 2007. Infatti, il suddetto D.M. prevede che “a decorrere dal 2007” si stabiliscono parametri nazionali certi per la determinazione della dotazione finanziaria da assegnare alla scuola. Si tratta di un’operazione di trasparenza amministrativa in applicazione del regolamento sull’autonomia scolastica. 
  4. Impossibile evincere, se non per differenza fra l’importo sul quale ogni scuola “…può fare affidamento” e gli 8/12 del contratto integrativo di istituto (sommato ai € 5.000,00 per gli esami di stato per ciascuna classe terminale e al 75% di quanto previsto nel 2009 per i contratti degli appalti storici), quale sia l’importo per le supplenze ed il finanziamento delle spese di funzionamento. Queste invece sono individuate distintamente dalle tabelle del DM 21/2007. 
  5. Attribuisce un finanziamento indistinto per supplenze e funzionamento, costringendo le scuole a destinarne la maggior parte, se non tutta, alle supplenze; unica spesa per la quale, ove non sia sufficiente il finanziamento, è possibile richiedere ulteriori finanziamenti. 
  6. Assume in maniera illegittima un indefinito “tasso d’assenteismo medio nazionale per tipologia di scuola“ come riferimento per attribuire risorse aggiuntive per le supplenze. Questo previa verifica dell’effettiva inderogabilità dell’ulteriore fabbisogno, ma non è chiaro il motivo per il quale, il diritto alla copertura della spesa, si affida ad un parametro, esterno ed estraneo alle obiettive situazioni della scuola. Si specifica però che (cito) “codesta scuola non può iscrivere ulteriori importi in entrata a carico di questa Direzione , se non dopo specifica comunicazione. Nel caso in cui si rendesse necessaria, in via eccezionale, un’ulteriore entrata per remunerare personale supplente breve, determinando una spesa complessiva superiore a quella data da un tasso d’assenteismo medio nazionale per tipologia di scuola, potranno essere attribuite altre risorse previa verifica dell’effettiva inderogabilità dell’ulteriore fabbisogno.”
    Mi chiedo: in base a cosa si calcola il tasso medio d’assenteismo? Se disgraziatamente in un anno scolastico tre maestre hanno infortuni importanti o malattie serie per cui  è necessario sostituirle, a chi bisogna comunicare tale bisogno? Chi e in base a cosa decide l’inderogabilità del fabbisogno? Infine , in quanto tempo viene presa tale decisione? Se poi la scuola dovrà anticipare il pagamento di tali supplenti, tale spesa andrà a finire anch’essa nel limbo, o meglio nel girone infernale, denominato aggregato Z, di cui specificherò più avanti?
  7. Non indica, contrariamente a quanto prevede il D. M. 21/2007 (capitolone), alcun finanziamento per le istituzioni scolastiche, individuate come capofila per la corresponsione dei compensi spettanti ai revisori dei conti. 
  8. Si parla di “eventuali deficenze di competenza” ma non è definito nelle norme di contabilità cosa possa essere una “eventuale deficienza di competenza”; si può ipotizzare che si tratti di una entrata legittimamente prevista nel programma annuale che già si presuppone non sarà poi erogata.
    Tale vincolo non è previsto dal regolamento di contabilità che invece prevede che le istituzioni scolastiche utilizzino l’avanzo di amministrazione in completa autonomia, con il solo obbligo di impegnare gli stanziamenti derivanti dall’avanzo di amministrazione presunto solo dopo “la realizzazione dell'effettiva disponibilità finanziaria e nei limiti dell'avanzo effettivamente realizzato.” (art.3 comma 3 D.I. 44/2001). Va poi precisato che nell’avanzo di amministrazione confluiscono anche altri fondi provenienti dai contributi delle famiglie, degli EE.LL. e dei privati. Questi non possono e non devono essere utilizzati per coprire il mancato finanziamento dello Stato
  9. Impone l’inserimento nell’aggregato “Z – disponibilità da programmare” dei residui attivi di competenza del Ministero. Questa disposizione è impossibile da applicare per ragioni sostanziali.
    Si tratta infatti per la quasi totalità di importi già liquidati (spese per supplenze di anni precedenti, per gli esami di stato o per spese comunque obbligatorie) dei quali le scuole aspettano il rimborso, quindi, di importi da rimborsare. Ove invece si tratta di importi non impegnati il regolamento di contabilità già vieta l’utilizzo senza “la realizzazione dell'effettiva disponibilità finanziaria...” (art.3 comma 3 D.I. 44/2001). 
  10. Si precisa che “i finanziamenti non vincolati dovranno essere impegnati al perfezionamento dell’obbligazione giuridica”. Ma tutte le casistiche richiamate riguardano, al contrario, finanziamenti vincolati. E’ il caso ad esempio del contratto di istituto. E’ bene ricordare che tali fondi servono a pagare il salario accessorio per le prestazioni del personale legate al miglioramento dell’offerta formativa. E cioè al valore aggiunto alla didattica. Si tratta di soldi dei lavoratori ed è impensabile utilizzarli per comprare il materiale di consumo, per pagare i revisori dei conti, per pagare gli stipendi. Queste spese sono tutte a carico del Miur. 
  11. Riduce del 25% la spesa per gli appalti, costringendo le scuole a ridurre il servizio e ad aumentare i carichi di lavoro del personale dipendente dalle ditte di pulizia e degli stessi collaboratori scolastici. Tutto ciò a partire dalla previsione che nel 2010 occorrerà una diminuzione della prestazione. Ecco la conferma della volontà politica di ridurre drasticamente e con tutti i mezzi il servizio scolastico. Soprattutto nelle scuole materne questa riduzione assume caratteri oserei dire catastrofici. Sappiamo tutti che si parla di bambini in età compresa tra i tre e i sei anni circa (stendiamo un velo pietoso sulle classi primavera….). Sappiamo che vanno accompagnati in bagno, bisogna accoglierli all’arrivo, accompagnare quelli che arrivano e vanno con lo scuolabus, assisterli con le insegnanti durante la refezione… Come si fa a garantire un servizio non dico perfetto, ma DECOROSO con decurtazione di personale?
    Vogliamo credere che ciò che ci è stato tolto a febbraio ci verrà reso a settembre?

Dal momento dell’emanazione della nota ministeriale molte istituzioni scolastiche in tutta Italia si sono già mosse per valutare la gravità di quanto imposto dal Ministero e per cercare di impedire il definitivo sfascio della scuola pubblica statale nel nostro paese.
Esiste un Documento dell’Associazione Dirigenti Scolastici del Primo Ciclo della Provincia di Verona, un Documento dei DSGA della Provincia di Potenza, il Documento dei DS di Taranto e la Richiesta al Ministero dei DS e dei DSGA di Pisa, Sondrio, Firenze, Prato, la Rete dei DS e DSGA dell’Umbria, le scuole Autonome Milanesi e Bresciane e magari altri che ancora non sono noti.
Si tratta di tecnici, di Dirigenti che ogni giorno lavorano nelle scuole e che, quindi, credo abbiano voce in capitolo. Se in tanti si stanno ponendo delle serie domande sulla gravità di questa Nota Ministeriale credo sia doveroso anche da parte nostra, per senso di responsabilità nei confronti di chi ci ha eletto e, credo, anche dei nostri figli e del loro futuro. Fermarci, porci delle domande e valutare se sia giusto o meno accettare passivamente di approvare un bilancio così formulato.

Alla luce di tutto questo propongo a questo Consiglio di NON VOTARE il Bilancio e inviare al Ministero e a tutti gli altri organi decentralizzati competenti le seguenti richieste:

  1. rivedere i parametri sulla base dei quali sono state assegnate le risorse, in modo che si possano assicurare finanziamenti atti a garantire agli alunni il diritto allo studio costituzionalmente sancito mediante un’immediata sostituzione del personale assente e il funzionamento didattico e amministrativo;
  2. rivedere i criteri di rilevazione del fabbisogno per supplenze brevi e saltuarie e assicurare le risorse adeguate; 
  3. far carico alle Direzioni Provinciali dei servizi vari del Tesoro delle supplenze “brevi” conseguenti ad applicazioni di normative di legge e contrattuali, così come è stato operato per le astensioni obbligatorie (sostituzioni per congedi parentali facoltativi, aspettative per motivi di lavoro...); 
  4. rimborsare i residui attivi degli anni passati, con un piano di rientro pluriennale programmato e certo; 
  5. garantire per tutti gli istituti scolastici una dotazione adeguata per spese di funzionamento; 
  6. annullare la riduzione degli appalti per le pulizie e la sorveglianza e aspettare la fine dei contratti per ridefinire la situazione; 
  7. garantire risorse adeguate per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa (legge 440/97). 
  8. Vincolare i soldi provenienti dai contributi volontari delle famiglie a soli scopi di sostegno e ampliamento dell’offerta formativa e non a coprire carenze di bilancio per altre voci che competono esclusivamente al Tesoro e al Ministero e non ai genitori, ribadendo la GRATUITA’ della scuola pubblica statale.

 

Per il Consiglio del Secondo Circolo di Viareggio
La Presidente
Annalisa Petri


Il Consiglio del Secondo Circolo di Viareggio ha RESPINTO con 11 voti contrari, 3 favorevoli e 2 astenuti, il bilancio presentato dal DSGA.

Ci teniamo a sottolineare che tale bilancio non è stato respinto per carenze o errori formali, in quanto il DSGA ha svolto il suo lavoro così come gli è stato richiesto dal Ministero. Respingendo il Programma Annuale così formulato intendiamo respingere la Nota Ministeriale del 14 dicembre 2010 e le Indicazioni in essa contenute che, a nostro parere, mettono a serio rischio il funzionamento delle nostre scuole privandole di finanziamenti e di personale che sono loro indispensabili.

La scuola pubblica statale è un bene di tutto il paese e non una semplice voce in perdita nel bilancio dello stato. La scuola deve formare cittadini e non può farlo se privata dei mezzi essenziali. La scuola è il futuro del nostro paese, non cestiniamola!
Viareggio, 08 febbraio 2010