28 GENNAIO
Firenze,
2011-01-14
Solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori FIAT di Mirafiori. Solidarietà con la FIOM-CGIL
Pieno sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e del loro sindacato più rappresentativo. La FLC-CGIL Toscana chiede alla FLC nazionale di valutare l’adesione allo sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla FIOM-CGIL in data 28 gennaio p.v.
Federazione Lavoratori della Conoscenza
FLC-CGIL Toscana
Via Pier Capponi,7
50132 Firenze
Tel. 055/5036219
Fax 055/5036270
Il Direttivo della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza FLC-CGIL
della Toscana esprime pieno sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei
lavoratori metalmeccanici e del loro sindacato più rappresentativo la
FIOM-CGIL contro la politica di ricatto di Marchionne e della FIAT. La
vertenza FIAT riguarda questioni generali come i diritti di chi lavora,
la contrattazione, la rappresentanza sindacale e quindi riguarda tutto
il mondo del lavoro e perciò anche le altre categorie del sindacato sono
chiamate a dimostrare una solidarietà concreta e attiva con la
FIOM-CGIL e con le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Fiat di
Mirafiori.
Infatti l’inaccettabile accordo voluto da Marchionne non
è semplicemente la proposta di un brutto contratto aziendale ma, nella
stessa maniera della Legge 183 “Collegato Lavoro” del novembre 2010, è
un attacco senza precedenti ai diritti dei lavoratori e al ruolo del
sindacato e della contrattazione collettiva secondo l’attuale sistema di
relazioni sindacali in questo paese.
La FLC-CGIL Toscana
concorda con la FIOM-CGIL nel ritenere illegittimo il Referendum indetto
dalla dirigenza della FIAT perchè si tratta di una consultazione non
libera, un ultimatum sotto la minaccia della chiusura di Mirafiori, ed è
in contrasto non solo con lo Statuto della CGIL ma anche con la
Costituzione Repubblicana. Infatti certi diritti democratici
costituzionalmente garantiti come il diritto di sciopero non possono
essere soggetti alla votazione in un Referendum. Inoltre è gravissima la
proposta antidemocratica di negare ai lavoratori il diritto di eleggere
la propria rappresentanza sindacale, escludendo dallo stabilimento di
Mirafiori i sindacati non firmatari del contratto aziendale.
Il
Governo Berlusconi insieme al padronato sta utilizzando l’attuale crisi
economica per attaccare i diritti e le condizioni di vita delle
lavoratrici e dei lavoratori. Per il governo la crisi la devono pagare i
lavoratori e gli studenti. Dopo il brutto accordo separato a Pomigliano
d’Arco, la FIAT passa all’accordo separato e anticostituzionale di
Mirafiori.
Per Marchionne i referendum, da consultazioni
democratiche, devono essere trasformati in armi di ricatto contro i
lavoratori costretti a "scegliere" fra la perdita del posto di lavoro e i
diritti contrattuali.
Nello stesso tempo il Governo blocca gli
stipendi nel pubblico impiego fino a fine 2013 e prosegue con i tagli
indiscriminati allo stato sociale e in particolare alla formazione e
alla ricerca pubbliche in tutti i comparti della conoscenza: Scuole,
Università, Ricerca e AFAM, mentre il Governo fa approvare la
controriforma Gelmini che mortifica l’Università pubblica.
E mentre
la Finanziaria 2011 taglia le spese sociali, il Governo stanzia 25
miliardi per le spese militari; mentre taglia di 8,03% le spese per il
personale della Scuola pubblica (con l’eliminazione di 87.365 posti di
lavoro nel 2011), aumenta di 8,4% le spese per gli acquisti di nuovi
armamenti (p.e., 16 miliardi di euro nei prossimi anni per l’acquisto di
131 cacciabombardieri F35 “Joint Strike Fighter”).
I soldi per
l’istruzione e per le altre spese sociali ci sarebbero in bilancio ma le
priorità di questo Governo sono evidentemente altre!
Per questi
motivi la FLC-CGIL Toscana chiede alla FLC nazionale di valutare
l’adesione allo sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla FIOM-CGIL
in data 28 gennaio p.v.
Inoltre la FLC-CGIL Toscana chiede alla FLC
nazionale di attivarsi presso la CGIL confederale per l’organizzazione e
la proclamazione dello sciopero generale di tutte le categorie e di
impegnarsi, a partire dalle scuole e dalle università, a costruire un
fronte di opposizione e di lotta che coinvolga tutti i lavoratori, gli
studenti e i cittadini ai quali si vuol far pagare il costo della crisi.
Firenze,
12.01.11
Una scuola che fabbrica miseria